Pubblicato il: ven, ago 31st, 2012

Festival di Venezia, le maestranze di Cinecittà manifestano il loro dissenso e gridano: “Salviamo Cinecittà”

di Francesco Pirillo

La manifestazione di protesta

Mercoledì 29 agosto si è aperta la 69° edizione della Mostra del Cinema di Venezia e tra flash, abiti costosi, sorrisi e incontri tra attori, produttori e registi hanno voluto partecipare alla festa anche le maestranze di Cinecittà ancora in sciopero. Non hanno potuto raggiungere il red carpet, ma la loro presenza l’hanno assolutamente fatta sentire. Raggiungere la passerella significava essere trattenuti dalle forze dell’ordine, che hanno accolto la pacifica protesta con quattro camionette, e rispondere di “manifestazione non autorizzata”, causando il solito accanimento mediatico circa l’operato di chi lotta per i diritti e per il lavoro.

Direttamente dallo stabilimento di via Tuscolana sono partite circa 80 persone, maestranze in sciopero e sindacalisti al seguito, accompagnati anche da alcuni occupanti del Teatro Valle di Roma, dagli aderenti all’associazione “Cinecittà Bene Comune” e da semplici cittadini del X municipio di Roma. Un totale di un centinaio di persone riunite dietro lo striscione “Salviamo Cinecittà”. La protesta nei confronti del piano industriale di Luigi Abete, proprietario di Cinecittà Studios s.p.a., continua sia nell’Urbe che nella città delle gondole.

Al ritmo dei tamburi della Murga de Los Adoquines del c.s.o.a. Spartaco e all’insegna di slogan e fischietti si è svolta la manifestazione per la città, che si è conclusa con l’arrivo dei manifestanti al Casinò del Lido. Non è mancato, come avvenne nella manifestazione alla Casa del Cinema di Roma, il prete che dava l’estrema unzione e la “bara del cinema italiano” che ha accompagnato gli occupanti durante la marcia.

I lavoratori di Cinecittà scioperano manifestando nudi

Di neve è stato ricoperto il Lido, grazie alla macchina apposita portata direttamente da Roma, e l’effetto scenico anche questa volta è stato raggiunto. Purtroppo, a detta dei manifestanti, la questione Cinecittà dovrebbe interessare un gruppo più vasto di personaggi del cinema e della cultura italiana e infatti essi si chiedono: “è assurdo che – dice Alessandro Renzi della Rsu – , nemmeno in una situazione come questa, mentre protestiamo alla Mostra del cinema, la gente dello spettacolo qui presente manifesti solidarietà con noi. Eppure non stiamo lottando solo per i nostri posti di lavoro o per qualcosa che riguarda un quartiere, ma per un patrimonio molto più ampio”. Lo stesso Renzi ha poi continuato: “perché mai un festival importante come quello di Venezia ignora la questione di Cinecittà? Non sono due luoghi diversi che parlano della stessa cosa, che si ciba(va)no delle stesse prelibatezze?”.

In effetti, a parte qualche sparuta minoranza di registi ed attori che hanno contribuito a diffondere il messaggio salvifico dello stabilimento, ora la vicenda sembra essere passata in secondo piano e questo è quello che gli occupanti non vogliono che accada. Anche da parte dell’alta dirigenza di Cinecittà Studios non sembrano arrivare buone notizie, come ad esempio la possibilità di licenziamento per i lavoratori che continuassero l’azione di sciopero.

Non rinunciamo alla lotta – conclude Renzi – ormai siamo in occupazione da quasi due mesi, cioè dal 4 luglio, e sembra non succedere nulla di positivo. Avrebbe dovuto esserci un tavolo di trattative con i vertici di Studios il 30 agosto, ma lo avevano proposto a condizione che noi interrompessimo la lotta a inizio agosto: non ci è sembrata una soluzione accettabile. Fermiamo il cemento di Abete altrimenti questo sarà l’ultimo ciak”.

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