Speciale festival del Cinema 2012: “Tradimento”, tra giochi di luce e misteriosi riflessi
di Chiara Gagliardi, da Venezia
L’appuntamento più atteso da tutti i cinefili si apre in data 29 agosto 2012: ha così inizio Venezia ’69, festival che vanta ottant’anni di attività. Il primo film seguito da Giornale Il Referendum è “Izmena” (“Tradimento”) di Kirill Serebrennikov, talentuoso regista russo.
In una Russia tra il gelo invernale ed il sole di mezzanotte, un uomo ed una donna scoprono che i rispettivi partner sono amanti: da qui, in un vortice sospeso tra follia e cruda lucidità, si dirama una storia dal contenuto quantomeno misterioso. Serebrennikov, molto conosciuto come regista teatrale, esegue questa pellicola magistralmente dal punto di vista stilistico, giocando con i riflessi fino all’estremo: i protagonisti vengono ripresi mentre si specchiano nelle ante degli armadi, nell’acqua di una piscina, finché l’immagine non si confonde con la realtà. Tuttavia, se il regista ha eseguito il lavoro con una perfetta tecnica stilistica, il contenuto rimane misterioso: nel film c’è tanto, forse troppo, lasciato sospeso e poco approfondito. Un’interpretazione potrebbe essere quella di un “nonsense studiato e voluto”: Serebrennikov ci presenta la realtà nuda e cruda, senza indulgere in spiegazioni ulteriori. In certi momenti, tuttavia, la componente onirica è molto forte, e si è portati a credere che sia tutto un sogno. In sostanza, un film che ha bisogno di essere visto, dal momento che coglierne il senso intrinseco non è immediato.
Consigliato agli amanti del cinema di Lars Von Trier e di David Lynch. Sconsigliato, invece, a chi non apprezza particolarmente i film intricati e poco omogenei.












