Mostra del Cinema di Venezia: la passerella cinematografica dei film in concorso
di Davide Papetti
Ieri, mercoledì 29 Agosto è iniziata la 69° edizione della “Mostra del Cinema di Venezia”. L’anno scorso era stato il regista russo Alexandr Sokurov ad aggiudicarsi il Leone d’oro, grazie al film “Faust”, direttamente tratto dall’opera omonima di Goethe. Rispetto alla scorsa edizione, la prima differenza che balza agli occhi è sicuramente la presenza più consistente per quanto concerne il cinema italiano. Il direttore della Mostra Alberto Barbera, a tal proposito, ha evidenziato come più in generale in questi ultimi anni l’Italia stia forse attraversando un periodo di rinascita dal punto di vista cinematografico, tanto che dopo un periodo di latenza successivo all’epoca dei grandi Maestri del passato, assistiamo finalmente all’emergere di nuove tendenze e stili originali.
Provando per un istante ad accantonare due nomi importanti come quelli di Paolo Sorrentino e Matteo Garrone, che qualcuno a ragion veduta definisce i Nuovi Maestri nel panorama italiano, è altrettanto vero che quest’anno un regista come Daniele Vicari ha fatto molto parlare di sé, con il suo lungometraggio sui fatti di Genova avvenuti durante il G8 del 2001. E proprio Vicari sarà presente nella sezione “Fuori Concorso” a questa Mostra del cinema, con il documentario “La nave dolce”, dedicato questa volta al tema dell’immigrazione. Per quanto riguarda invece i film italiani che parteciperanno al Concorso ufficiale, vi è grande attesa per un regista di lunga data come Marco Bellocchio, il cui indimenticabile esordio risale al 1965 con il film “I pugni in tasca” e che oggi presenta la sua nuova opera dal titolo “La bella addormentata” (in uscita nelle sale il 5 Settembre): un lavoro questo che si propone d’indagare il tema del “fine-vita”, mantenendo sullo sfondo le vicende legate all’emblematica figura di Eluana Englaro. Tra i principali interpreti, oltre alle due attrici Alba Rohrwacher e Isabelle Huppert, spicca anche il nome di Toni Servillo. L’attore napoletano è inoltre il protagonista di un altro film in Concorso, vale a dire il lungometraggio “È stato il figlio” del regista Daniele Ciprì, per la prima volta alla regia senza l’aiuto di Franco Maresco, l’altro membro della celebre coppia ideatrice del programma satirico/grottesco “Cinico tv”. Per quanto concerne invece il terzo e ultimo film in gara per l’Italia, si tratta della commedia dal titolo “Un giorno speciale” per la regia di Francesca Comencini.
Da segnalare inoltre l’esordio dietro la macchina da presa di Luigi Lo Cascio con il film “La città ideale”, mentre per quanto riguarda il Leone d’oro alla carriera, sarà assegnato venerdì al regista novantenne Francesco Rosi; premiazione cui seguirà la proiezione del suo celebre film “Il caso Mattei”. Ad aprire la 69° edizione della Mostra, che vede come madrina d’eccezione l’attrice polacca ammiratrice di Kieslowski Kasia Smutniak, è stato proiettato durante la serata di ieri il film della regista Mira Nair, presentato fuori Concorso, “Il fondamentalista riluttante”. Un’opera ambientata nella Wall Street post 11 Settembre che tenta di affrontare i temi del fondamentalismo religioso e della deriva securitaria del potere americano, mantenendo uno sguardo critico e al di fuori degli schemi interpretativi convenzionali.
Oltre al già citato lavoro di Marco Bellocchio, tra i lungometraggi favoriti per la vittoria finale, troviamo “To the wonder” del regista e compositore pluripremiato Terrence Malick, così come “The Master” del regista di film come “Boogie Nights” o “Magnolia”, lo statunitense Paul Thomas Anderson. Da non dimenticare poi la presenza di controversi, perversi e sopraffini autori del cinema contemporaneo orientale, come il giapponese Takeshi Kitano con “Outrage Beyond”, secondo capitolo di un dittico dedicato alla Yakuza che completa il precedente “Outrage”; ma anche quella del sud-coreano Kim Ki-Duk, il quale dopo aver presentato a Cannes lo scorso anno il sofferto autoritratto d’artista “Arirang”, offre al pubblico la sua nuova opera “Pietà”, che in patria ha già suscitato molte polemiche per il consueto modo di accostare temi quali la violenza e il sesso senza alcuna autocensura. Sempre dall’Oriente, questa volta nella sezione “Orizzonti”, da rilevare la presenza di un regista fondamentale per la sua forza trasgressiva, tanto sul piano delle immagini che su quello dei contenuti, vale a dire il nipponico Kōji Wakamatsu.
Tra gli altri nomi importanti, da non sottovalutare ai fini della competizione quello di Brian de Palma che presenta il film remake “Passion”, mentre tra le altre Stars presenti a Venezia si segnalano Robert Redford, Ben Affleck e Javier Bardem. Grande attenzione quest’anno è stata rivolta al mondo della musica; registi affermati come Jonathan Demme e Spike Lee hanno, infatti, realizzato e presentano dei film che vedono come protagonisti rispettivamente il sassofonista e cantautore napoletano Enzo Avitabile, e il recentemente scomparso Michael Jackson. A questi si aggiunge poi il ritratto del cantautore Francesco de Gregori, “Finestre rotte”, diretto dall’italiano Stefano Pistolini.
In attesa dei verdetti della Giuria presieduta dallo statunitense Michael Mann, previsti per sabato 8 Settembre, sarà inoltre possibile visionare grandi capolavori del passato all’interno della sezione “Venezia Classici”, che comprenderà film memorabili come “Fanny e Alexander” di Bergman, “Falstaff” di Orson Welles, “Porcile” di Pier Paolo Pasolini, o ancora il kafkiano “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” di Elio Petri e molti altri ancora.












