Pubblicato il: ven, ago 24th, 2012

Crisi ed evasione fiscale: nel mirino, stavolta, le isole greche

di Stefania Manservigi

Il Parlamento greco

La situazione greca torna di nuovo alla ribalta delle cronache. Stavolta, a fare notizia, sono le “cattive abitudini” di commercianti, albergatori e ristoratori nelle isole della nazione ellenica più frequentate nel periodo estivo.

Secondo una recente indagine della Guardia di Finanza greca (Sdoe), infatti, circa il 55% delle 4067 attività commerciali controllate operava in violazione della normativa fiscale. Una serie di controlli posti in essere nel periodo compreso tra il 6 luglio e il 19 agosto, momento clou per il turismo estivo che coinvolge la zona.

I dati non sono certo incoraggianti per il neo premier Samaras che, fin dal momento del suo insediamento, ha cercato di lanciare messaggi positivi ai creditori europei, impazienti di ricevere buone nuove dalla nazione ellenica.

I numeri giocano però contro le speranze della Grecia: il modus operandi dei commercianti ellenici, infatti, non solo costituisce un danno grave all’economia nazionale, che sta cercando di riprendere vigore con l’introduzione di tasse che gravano come macigni sul popolo greco. Il danno maggiore, probabilmente, è il danno di immagine subito in questo modo dalla Grecia, che perde di credibilità agli occhi attenti e esigenti delle potenze estere.

Il maggior picco di evasione tocca principalmente le mete turistiche di maggior rilievo. Percentuali che non passano inosservate, e che creeranno sicuramente qualche grattacapo al Presidente del Consiglio greco.

A Naxos l’evasione tocca il picco del 73.9%, a Santorini il 68.4%, a Myconos il 64.5% e a Paros e Antiparos il 63.7%. A colpire inoltre è la perseveranza dei commercianti delle isole, che si dimostrano incorreggibili in questa nociva abitudine. Sono stati raffrontati, infatti, i dati emersi nel periodo preso in considerazione con quelli risultanti nelle settimane precedenti e il risultato è stato disarmante. I tassi di evasione sono arrivati infatti a toccare il 100% a Zacinto, Lefkada, Rethymno (Creta) e Kastoria .

Le isole greche al centro del mirino

Tra i piccoli evasori rientrano inoltre anche i pensionati greci (circa il 43%), che svolgono un’attività lavorativa sul cui compenso non pagano le tasse.

Lo scenario che ne deriva è allarmante, e erode la durezza dell’attacco deciso che Atene, dal 2009, ha intrapreso contro l’evasione. Infatti, nonostante le tasse continuino ad aumentare, le entrate diminuiscono.

A questo punto, una riflessione sarebbe d’obbligo: probabilmente la nazione non regge più il peso di un regime fiscale che ha stretto il cappio attorno alla gola di un popolo che sta provando a sopravvivere.

A Samaras l’ardua sentenza, mentre l’Europa aspetta alla porta.

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