Senatore repubblicano parla di “Stupro legittimo”, lo staff di Romney corre ai ripari
di Claudia Parmiggiani
La controversa dichiarazione di Todd Akin, candidato repubblicano al Senato, a poco più di due mesi dal voto, e quindi in piena campagna elettorale, ha costituito un passo falso notevole che ha visto lo staff di Romney affrettarsi a disinnescare la clamorosa gaffe. Intervistato da una televisione del Missouri infatti, in relazione alla sua radicale opposizione all’aborto anche nei casi di violenza sessuale, Akin ha ammesso con scioltezza: “Innanzitutto, da quanto ho appreso dai medici, una gravidanza da stupro è veramente rara, se si tratta di stupro legittimo il corpo femminile ha il modo di chiudere tutto.”
Una rigida posizione pro-life insomma, sulla base della quale ha poi concluso, sempre nell’intervista, che nel caso remoto in cui ci sia la gravidanza le conseguenze debbano ricadere sullo stupratore e non sul feto. Oltre all’infuocata protesta sulla rete nei siti progressisti, lo scivolone del deputato ha infiammato l’ira dell’elettorato femminile e costretto Romney e i suoi a prendere immediatamente le distanze dalle gravi affermazioni del candidato definendo le sue parole “imperdonabili ed insultanti” ed emanando un comunicato con lo scopo di mettere a tacere le polemiche in cui dichiara: “Il candidato repubblicano alla Casa Bianca Romney e il deputato Ryan (in corsa per la vicepresidenza, ndr) non concordano con quanto dichiarato da Akin e non si opporrebbero all’aborto nei casi di stupro”. La situazione per l’avversario di Barack Obama diventa problematica e delicata, la diplomazia dei colleghi di partito basterà a salvarne la credibilità?












