Pubblicato il: lun, ago 20th, 2012

Notizia positiva della settimana: nuovi arrivi tra gli orsi della Marsica

di Stefano Capponi

Forse, tra le varie tragedie che scuotono il mondo e con la continua triste crisi che affligge il nostro Paese, è lecito in questa lento periodo di tarda estate distrarsi con notizie di piccolo tenore per noi umani ma di grande importanza per la natura che ci sta intorno.

In questi giorni purtroppo anche dal punto di vista dell’ambiente e degli animali vi sono state molte notizie problematiche: il dissidio sull’ILVA tra lavoratori e diritto alla salute e a un ambiente salubre nella città di Taranto; i continui incendi molto spesso di origine dolosa di delinquenti seriali nei boschi ma anche nei parchi pubblici, a Milano come a Roma; incendi che appunto alle volte hanno provocato dei veri disastri, come quello che si è risolto con la tragica morte di decine di cavalli in un maneggio non lontano da Grosseto.

Un esemplare di Orso Marsicano

Finalmente una buona notizia c’è, e per vederne i connotati serve andare a Pescasseroli, fresca cittadina “capitale” vera del bellissimo Parco Nazionale d’Abruzzo, il più famoso e importante d’Italia. L’Orso Marsicano, specie che vive solo da quelle parti e che fino a 10 mesi fa era stato considerato, per via delle morti di vari esemplari,  in via di estinzione, si è arricchito in questi giorni di otto nuove nascite, otto nuovi elementi che potrebbero portare al via di un ulteriore futuro sviluppo dei numeri della specie. Pare inoltre che vi sia la notizia, ancora tutta da confermare, dell’avvistamento di altri tre piccoli orsetti tra le Provincie di Isernia e di Frosinone: se questo fosse vero, le nuove nascite salirebbero a undici.

L’anno scorso si era rivelato pessimo per i progetti di sviluppo della popolazione dell’orso della Marsica: oltre alle poche nascite, c’erano state molte morti dovute a investimenti, avvelenamenti, e addirittura bracconieri. Come al solito, comunque, la colpa era stata dell’uomo, involontaria o volontaria che fosse. Alla fine in Abruzzo erano rimasti solo cinquanta esemplari in totale di Orso Marsicano. Praticamente sull’orlo dell’estinzione eterna, una vera catastrofe per la biodiversità italiana e mondiale. Quest’anno è invece andata bene, aumentano quindi di poco le speranze e si rende necessario a questo punto fare di tutto perché continui così.

Infatti, l’Orso Marsicano vive esclusivamente in Abruzzo o nei dintorni, sia nell’omonimo Parco Nazionale sia nella Maiella o nell’Aquilano, con avvistamenti nel Reatino, nel Molise e sui Monti Sibillini. Questo tipo di orso è una sottospecie di Orso Bruno, più frequente nella sua versione classica in altre zone d’Europa (in alcuni casi in Triveneto). La particolarità dell’Orso Marsicano, oltre ad essere più piccolo rispetto al suo più nordico cugino, sta nel fatto dell’essere molto più erbivoro: ben il 90% della sua alimentazione è infatti composta da vegetali, in particolare di tuberi, bacche ecc., e se mangia carne preferisce non attaccare e accontentarsi dei cadaveri. I problemi per questo tipo di orso vengono anche dalle conseguenze della riproduzione: la mortalità infantile infatti si aggira anche a circa la metà degli esemplari.

Degli orsetti cuccioli

Il Commissario del Parco Nazionale d’Abruzzo Giuseppe Rossi sulla vicenda ha mostrato un cauto ottimismo: “Non bisogna assolutamente abbassare la guardia di fronte ai rischi e ai pericoli che continuano purtroppo a persistere.- ha affermato- Probabilmente, una più attenta e puntuale politica di conservazione, quale quella che si sta cercando di perseguire nonostante le difficoltà, comincia a dare i primi riscontri positivi.” Il Commissario Rossi ha poi richiesto alla Regione Abruzzo, rappresentata dal suo Governatore PdL Giovanni Chiodi, di posticipare di un mese la stagione della caccia al cinghiale, che potrebbe creare disturbi molto pesanti anche per altre specie animali a rischio, come appunto l’Orso Marsicano.

Clicca per iscriverti alla newsletter di Giornale Il Referendum e ricevere notifiche di nuovi articoli per e-mail.