Clint, il ritorno: torna l’Eastwood attore
di Gianluca Valotti
Aveva detto che non avrebbe più recitato, che nel presente e futuro si sarebbe dedicato alla macchina da presa.
Questo è quanto affermò un famosissimo attore, regista, produttore finite le riprese di “Gran Torino”, film nel quale, ha impersonato Walt Kowalski, un polacco reduce dalla guerra di Corea, rimasto vedovo, residente da anni negli Stati Uniti, in cui ha formato famiglia e lavorato come operaio della Ford. E’ proprio un’auto, la Ford Gran Torino appunto, l’elemento principale della pellicola, il titolo del lungometraggio.
Era il 2008: a lavorazione conclusa, Clint Eastwood promise di dare un taglio alla recitazione. Le interpretazioni nei celebri western, in ruoli drammatici e polizieschi sarebbero cessate, divenute parte del passato.
Promettere è facile, talvolta fin troppo semplice; mantenere una promessa è difficile anche per un ottantaduenne che al cinema ha dato molto, ricevendo in cambio enormi soddisfazioni da pubblico e critica.
Qualcuno avrà pensato fosse il momento giusto per ritirarsi dalle scene, data l’anzianità: una carriera al top con poco altro cui chiedere, pensando inoltre che occuparsi della regia sia già abbastanza dispendioso per un uomo apparentemente anziano.
Scelta condivisibile, una decisione, la sua, che doveva essere definitiva, e si è rivelata per la gioia di molti fan una scelta a tempo determinato, un digiuno durato quattro anni.
Eastwood dal 2008 ha diretto altre tre pellicole: “Invinctus”, “Hereafter” e “J. Edgar”, continuando a ricevere consensi, riempendo la lunghissima sfilza di manifesti cinematografici recanti il suo nome, uno dei nomi storici del panorama cinematografico.
Clint ritorna nelle vesti di attore, diretto da Robert Lorenz, suo aiuto in pellicole come “Mystic River” e “Million Dollar Baby” al primo lavoro da regista: “Trouble with the Curve” film in cui Eastwood interpreta Gus Lobel, un vecchio e scontroso talent scount del baseball, cast cinematografico che comprende il figlio Scott, Justin Timberlake e John Goodman.
Eastwood disse in “Fuga da Alcatraz”: «Il crimine non paga». Cosa vera, ma il lavoro sì, a dimostrarlo è lo stesso Clint, vincitore di innumerevoli premi, premiato con cinque Oscar, eppure motivato e non ancora appagato.













