Pubblicato il: gio, ago 16th, 2012

Il calcio europeo in mano agli sceicchi, soldi a palate e ingaggi stratosferici. E il fair play finanziario?

di Gabriele Ingrao

Mansour e i giocatori del City

Chi sono Nasser Al-Khelaifi e Mansour Al-Nahyan? Letti così, questi nomi sembrano non dire molto. Potrebbero essere due famosi attori, o cantanti, degli sportivi o magari degli uomini d’affari di origine araba..Chi ama il calcio e segue assiduamente le trattative di mercato avrà sicuramente capito di chi stiamo parlando: questi due signori sono, rispettivamente, gli sceicchi proprietari del Paris Saint Germain in Francia e del Manchester City in Inghilterra, ricchi imprenditori con la passione per il calcio europeo e vogliosi di investire il loro inestimabile patrimonio per creare super-squadre piene zeppe di campioni e giocatori di primissima fascia. Il primo ad affacciarsi sul panorama calcistico del vecchio continente è stato l’emiro Mansour, che, nel 2008, acquistò il Manchester City in piena emergenza finanziaria, seguito tre anni dopo dal cugino Nasser Al-Khelaifi, che acquistò il Psg. Nel corso degli ultimi anni, è inutile dirlo, il Manchester City ha dominato le trattative di mercato, assicurandosi uno dietro l’altro diversi campioni del calibro di Aguero, Silva e Balotelli. Da un anno a questa parte, invece, è il Paris Saint Germain a dettare legge nel calciomercato europeo, con Al-Khelaifi che, mano al portafoglio, ha già speso in pochi mesi quasi 130 milioni di euro per gli acquisti di Lavezzi, Ibrahimovic, Thiago Silva, Verratti e Lucas Moura. Ma andiamo con ordine.

Era il primo settembre del 2008 quando Mansur bin Zayed Al Nahyān, 38enne principe emiro, fondatore dell’ADUG (Abu Dhabi United Group for Development and Investment), acquistò il Manchester City per 210 milioni di sterline, salvando di fatto il club da una situazione finanziaria disastrosa. Lo sceicco, una volta insediatosi alla presidenza dei Citizens, dichiarò senza mezzi termini di voler portare in pochi anni il club sul tetto d’Europa e del mondo, creando una squadra stellare capace di vincere tutto e subito. Ebbene, Mansour non ha di certo perso tempo per realizzare il suo obiettivo: dal 2008 ad oggi, ha speso qualcosa come 426 milioni di sterline, circa 550 milioni di euro, per acquistare ben 24 nuovi giocatori e rifondare totalmente il club. Il primo grande colpo di mercato fu Robinho (oggi al Milan), fantasista brasiliano prelevato dal Real Madrid nel settembre 2008 per 42 milioni di euro. Lo sceicco ha poi regalato ai propri tifosi tantissime altre stelle, da Sergio Aguero a Carlos Tevez, da Edin Dzeko a David Silva, da Samir Nasri al “nostro” Mario Balotelli, acquistato nel 2010 dall’Inter per 28 milioni di euro. Dopo una stagione tra alti e bassi, nel dicembre del 2009 la dirigenza del club affidò la panchina a Roberto Mancini, che ha portato la squadra alla conquista della F.A. Cup, interrompendo un digiuno di trofei che per il City durava da ben 35 anni, e della Premier League, il titolo di Campione di Inghilterra che a Manchester, sponda City, non vedevano dal lontano 1968.

Quest’anno il Manchester City punta forte sulla Champions League, alla quale ha preso parte per la prima volta nella stagione 2011/2012, non riuscendo però a superare la fase a gironi. Quest’anno lo sceicco Mansour ha deciso di puntare nuovamente sulla squadra che nel maggio scorso ha vinto la Premier League e di porre un freno alle spese folli, forse per adeguarsi al famoso “Fair-Play finanziario” promosso dal presidente UEFA Platini, il quale impone a tutti i club di pareggiare i propri bilanci entro il 2014 e di ridurre costantemente i debiti nel lungo periodo. Il Manchester City infatti, nonostante l’enorme disponibilità economica del suo proprietario, ha un buco di circa 200 milioni di euro da ripianare in breve tempo. Pertanto, i Citizens, seppur vigili sul mercato, non hanno ancora speso cifre esorbitanti, limitandosi a puntellare la rosa con l’acquisto del 21enne Jack Rodwell, talentuoso centrocampista inglese già nel giro della nazionale, prelevato per 19 milioni di euro dall’Everton, e intavolando trattative con altri club per la cessione dei giocatori in esubero. Il calciomercato si sa, è ancora lungo, e vedremo se Mansour ha deciso davvero di risparmiare o se regalerà ai tifosi l’ennesimo grande colpo di mercato, in barba al fair play finanziario.

Al-Khelaifi e Ibrahimovic

Per uno sceicco che ha deciso di “darci un taglio” con le spese esagerate, ce n’è un altro che, ultimamente, non conosce proprio limiti. Nasser Al-Khelaifi è alla presidenza del Paris Saint Germain dal 2011, del quale detiene il 70% delle azioni. Khelaifi, membro della Qatar Investement Authority, presentò un piano quinquennale nel quale annunciò di voler fare del club francese il migliore d’Europa, proprio come il cugino a Manchester. La prima mossa dello sceicco fu quella di portare Leonardo, ex allenatore dell’Inter, nello staff della squadra in qualità di direttore sportivo, dopodiché ha investito fino ad oggi ben 264 milioni di euro, portando nella capitale francese, tra gli altri, Thiago Silva, Ibrahimovic, Pastore, Lavezzi e Lucas Moura. Basti pensare che, in appena un mese, tra giugno e luglio del 2012, Al-Khelaifi ha speso qualcosa come 130 milioni di euro per i cartellini di ben 5 giocatori, senza contare l’altissimo tetto-ingaggi derivante da tali onerosi acquisti (il solo Zlatan Ibrahimovic percepirà un ingaggio faraonico da 14 milioni di euro all’anno.) La stagione appena trascorsa ha visto il Psg concludere la Ligue 1 al secondo posto, avendo dilapidato tutto il vantaggio accumulato nel girone d’andata sul Montpellier, squadra che soffierà proprio ai parigini l’ambito titolo. Alla guida del club c’è Carlo Ancelotti, subentrato al tecnico Kombouarè nel dicembre del 2011. Lo sceicco Al-Khelaifi quest’anno gli ha sicuramente messo tra le mani una rosa potenzialmente imbattibile, fatta di campioni e fuoriclasse indiscussi. Pertanto, la stagione 2012/2013 potrebbe proprio essere quella del Paris Saint Germain, che proverà senza ombra di dubbio a trionfare in Francia e a ritagliarsi un posto tra i migliori club d’Europa e del mondo.

Tornando a quanto detto prima, e al Fair Play finanziario, la dirigenza del club parigino non sembra per nulla preoccupata, tutt’altro. Il Psg, infatti, ha accumulato negli ultimi tempi un debito piuttosto alto, frutto degli acquisti smodati, ma Al-Khelaifi ha recentemente dichiarato: “E’ impossibile recuperare da subito gli investimenti fatti. Al Psg abbiamo un progetto per il futuro che riguarda proprio i profitti, stiamo lavorando anche agli incassi e non siamo preoccupati. Il Psg ci sta già lavorando.” La replica dagli ambienti Uefa non si è fatta attendere, e Gianni Infantino, segretario Uefa e braccio destro di Platini, ha affermato: “I club conoscono le regole, anche perché le hanno chieste e poi approvate. La maggior parte si sta adeguando. E sa che non ci saranno sconti o favoritismi: non guarderemo in faccia nessuno. Noi non siamo preoccupati, eventualmente lo sarà il Psg qualora non dovesse riuscire a generare ricavi almeno pari alle spese”. Insomma, la questione Fair-Play finanziario ha generato non poche controversie tra l’Uefa e i club più “spendaccioni” sul mercato, ma le regole sono chiare, e vanno rispettate. Emblematico, in tal senso, è il caso del Besiktas, club turco sommerso da un debito pari a 200 milioni di euro ed escluso dalle coppe europee per due anni. Dando un’occhiata alle grandi squadre europee, insieme a City e Psg, anche Barcellona, Real Madrid, Liverpool, Manchester United, Chelsea, Valencia e le tre big italiane Milan, Inter e Juventus hanno dei debiti da ripianare, mentre club come Bayern Monaco, Arsenal e le italiane Lazio, Napoli e Udinese hanno chiuso la stagione appena terminata in positivo, dimostrando un’ottima gestione delle risorse finanziarie.

Mansour e Al-Khelaifi a parte, è singolare quanto accaduto in Spagna ad un altro sceicco, meno famoso degli altri due ma ugualmente ricco e amante del calcio: si tratta di Al-Thani, proprietario da due anni del Malaga Club de Futbal, squadra della massima serie spagnola. Lo sceicco, una volta rilevato il club, comprò diversi giocatori importanti, tra i quali Julio Baptista, Maresca, Toulalan e Ruud Van Nistelrooy, non più giovanissimo ma comunque un fuoriclasse indiscusso. Nello scorso campionato il Malaga si è piazzato al quarto posto nella Liga, assicurandosi l’accesso ai preliminari di Champions League, ma da qualche giorno circola con insistenza la notizia che Al-Thani ha messo in vendita il club, poiché si è reso conto che per competere con squadre come Barcellona e Real Madrid servono investimenti spropositati, che andrebbero a contrastare con le direttive imposte dal Fair Play finanziario. Al-Thani, a quanto pare, lo ha capito ed è corso ai ripari quanto prima, ma gli altri due sceicchi? Che stia cambiando qualcosa? Ne vedremo delle belle, anche perché forse non tutti sanno che nell’aprile del 2011 lo sceicco Mansour, proprietario del City, ha acquistato anche il club spagnolo del Getafe, con la promessa di farlo grande in pochi anni.

Clicca per iscriverti alla newsletter di Giornale Il Referendum e ricevere notifiche di nuovi articoli per e-mail.