Pubblicato il: mer, ago 15th, 2012

Donne e mondo militare: l’universo femminile a servizio dei cittadini

di Stefania Manservigi

Oggi proponiamo un’intervista a Daniela, giovane donna che ha deciso di intraprendere la carriera militare.

Donne nelle varie forze armate

Come mai hai deciso di intraprendere questa strada? E’ successo qualcosa in particolare che ti ha fatto scattare la cosiddetta molla, o hai sempre avuto questa vocazione?

Premetto che ho avuto sempre una sorta di ammirazione nei confronti delle donne che in qualche modo intraprendevano la carriera militare in quanto le ho sempre viste come persone forti, determinate, con una sorta di marcia in più. E premetto inoltre che ho sempre vissuto in un ambiente militare. In qualche modo ho sempre sostenuto l’indipendenza di una donna, la sua determinazione, la possibilità di potersi affermare in un campo mai “esplorato” dal sesso femminile. Insomma, ho sempre sostenuto l’idea di dare alle donne la possibilità di dimostrare le loro capacità nell’ambito militare.

La tua famiglia come ha preso la tua decisione?

La mia famiglia fortunatamente mi ha sempre sostenuto, anche se nutriva molti dubbi sul fatto che io potessi resistere a tutte le pressioni che si hanno in questo ambiente.

Com’è stato l’impatto con il mondo militare?

L’impatto è stato durissimo, poiché provenivo dal mondo civile. La disciplina è stata durissima; i tempi, gli orari, le possibilità di comunicazione limitate, la precisione, l’ordine. Tutti elementi che però sono strumentali al mio lavoro.

Esistono differenze di trattamento tra donne e uomini nel tuo ambiente di lavoro? Se sì, puoi farci degli esempi?

Nel mio lavoro sarebbe falso dire che le differenze non esistono. Anche perché fisicamente le differenze ci sono, eccome! Però l’uguaglianza sta nel capire le peculiarità di ogni genere e saperle sfruttare al massimo. Io mi impegno in questo forse più di un uomo perché parto sempre da un “gradino inferiore”, come se non avessi diritto al ruolo che rivesto. Ma proprio questo mi dà la cattiveria, la passione, la determinazione per avere una marcia in più.

Donne militari davanti al Quirinale

Il tuo è un ambiente di lavoro considerato generalmente maschile. Credi che negli ultimi anni le cose stiano cambiando?

Sì, il numero delle donne militari negli ultimi anni è aumentato. Diciamo che oramai la porta è stata sfondata ed ora tocca a noi lavorare con serietà, spirito di sacrificio, volontà e sensibilità. Perché la nostra è una missione.

Giovane, con una carriera militare avviata e donna: ti è mai capitato di subire pregiudizi da parte di colleghi maschi? Se sì, qual è stato il pregiudizio più diffuso?

I pregiudizi ci sono, come in ogni campo professionale nel quale le donne si sono inserite. I pregiudizi sono le solite occhiatine, allusioni sessuali. Secondo loro quello che abbiamo è stato guadagnato per il mero fatto della nostra diversità, del nostro corpo, il nostro faccino. Ma noi siamo donne con un cervello, con passioni, determinazione e, se permettete, con due palle. Anche se ho sempre odiato questo termine maschile.

Parità in Italia: come vedi lo scenario attuale?

Parità in Italia? Cosa, scusa? Seriamente, credo che attualmente vi siano due scenari opposti. La medietas sarebbe la cosa migliore. Da una parte abbiamo l’estremo delle donne troppo “emancipate”, a detta loro, le quali hanno perso il loro ruolo nella società, i loro valori, il loro valore aggiunto. Dall’altra parte un altro estremo: donne all’apparenza emancipate ma in verità sottoposte ai pregiudizi maschili che subiscono ancora abusi fisici e morali, che sono i peggiori; quella sottile linea tra battuta e pregiudizio vero e proprio.

Secondo te una donna che valori può aggiungere nel tuo lavoro rispetto ad un collega maschio?

Una donna nel mio lavoro è un valore aggiunto, sotto il punto di vista della civiltà e del progresso volto alla tutela dei diritti non solo delle stesse donne, ma anche degli uomini. Confidarsi con una donna, infatti, è più facile sia per i bambini che per le donne. La sensibilità di una donna e il suo sesto senso arrivano dove spesso le armi non arrivano. Sono più potenti delle stesse.

Vuoi dare un consiglio alle giovani ragazze che desiderano intraprendere la tua strada?

Un consiglio? Consiglio alle ragazze di vivere le loro passioni a pieno e, se veramente la determinazione e la passione ci sono, provarci. Anzi, farcela. Però ricordatevi che questo lavoro è duro; è una scalata. Si prende piccone e corda e si sale piano piano, con sofferenza, sangue, ferite, sudore. Spesso si cade, ma ci si rialza e si sale ancora, con il viso sporco di polvere. Ma, credetemi, quando si arriva sulla cima del monte lo spettacolo è bellissimo: tutti gli altri sono giù, e voi ce l’avete fatta! Auguri donne, e fatevi valere!

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