Pubblicato il: mar, ago 14th, 2012

La PMI soccorre i Musulmani Rohingya, il governo del Myanmar l’accoglie con favore

di Jemy Haryanto

Jusuf Kalla in Myanmar per la questione Rohingya

Il presidente della Croce Rossa Indonesiana (Palang Merah Indonesia – PMI) Jusuf Kalla ed il suo entourage sono riusciti a raggiungere con successo il luogo del conflitto religioso in Myanmar, fermandosi presso la città di Sitt Way, nella provincia di Rakhene. Jusuf Kalla è giunto sul posto per portare aiuti umanitari ai musulmani Rohingya, perseguitati dal governo in Myanmar. Le violenze subite da questo gruppo etnico hanno davvero scosso il mondo. La città di Sitt Way è oramai diventata un luogo di rifugio per la gente Rohingya, vittima dei soprusi del governo. Ed è proprio in questa località che Kalla ed il suo gruppo hanno incontrato il Ministro degli Affari di Frontiera del Myanmar, Thein Htay. Nel corso di tale riunione Thein Htay, a nome della sua nazione, ha accolto positivamente gli aiuti offerti dalla PMI e da altri donatari per assistere le vittime del conflitto a Rakhene. Egli ha inoltre affermato che sarà definito un quadro di lavoro per determinare dei punti di collaborazione fra la PMI, il governo e la Croce Rossa in Myanmar.

In un successivo incontro con il presidente del Myanmar, Jusuf Kalla ha voluto porre l’accento su alcuni fatti analoghi accaduti sia in Indonesia che in Myanmar, scaturiti dalla presenza di diversi gruppi etnici. Anche in Indonesia vi fu infatti un conflitto etnico che provocò parecchie vittime ad Ambon ed a Poso. Per questo, ha spiegato Jusuf Kalla, il suo gruppo, assieme a molti altri Consorzi ONG, la Red Crescent ed anche l’OKI (Organisasi Kerja Sama Islam – Organizzazione di Cooperazione Islamica) si sono rapidamente mobilitati per portare aiuti umanitari a Rakhine. Tuttavia, ha aggiunto Kalla, la cosa più importante da fare ora, è portare armonia fra le due fazioni contrapposte nel conflitto, in modo da estinguere pian piano le violenze ed i sentimenti di vendetta. In primo luogo bisogna distribuire beni basilari, come il cibo, e provvedere alle esigenze dei profughi, che ormai sono circa 60 mila, come già comunicato dal governo del Myanmar. Per placare le ostilità in Myanmar, Jusuf Kalla ha proposto ed offerto un accordo basato sull’esperienza precedentemente avuta in Indonesia. Secondo il Presidente del Myanmar, U Thein Sein, questo conflitto non sarebbe dato da questioni etniche o religiose, bensì nato a causa di azioni criminali, i cui effetti si sarebbero estesi a tal punto da provocare un conflitto interno fra la comunità. U Thein Sein ha inoltre lamentato che i mezzi di comunicazione, in particolare i social media, abbiano contribuito a diffondere un’errata percezione di ciò che sta avvenendo nel paese. Molte delle immagini diffuse non proverrebbero da Rakhine, ma da un’altra zona di conflitto. Pertanto U Thein Sein ha condotto Jusuf Kalla e la sua delegazione a Rakhine, per osservare direttamente le condizioni del posto. Il Ministro del Welfare e del Reinserimento Sociale in Myanmar, U Aung Kyi, ha affermato poi che il governo locale si sta attivando per far sì che il conflitto si risolva rapidamente. Esso sta ora collaborando con le Nazioni Unite ed altre organizzazioni non governative per mitigare le diatribe.

“Tuttavia i mass media si ostinano a diffondere la notizia che non sia stata fatta collaborazione alcuna,” ha spiegato. Secondo quanto affermato dal Ministro, sono circa 60 mila i profughi colpiti dal conflitto. “E noi desideriamo che questa gente possa tornare a casa una volta che le ostilità finiranno,” ha detto. Di rimando, Jusuf Kalla ha risposto al presidente U Thein Sein che, seppure il conflitto a Rakhine sia nato da alcuni casi di criminalità, se esso sarà trattato con eccessiva lentezza, sfocerà sicuramente in un caso di odio razziale. Nel corso dell’incontro con il Governo del Myanmar, Kalla ha quindi chiesto maggiore apertura verso la comunità internazionale. Secondo il presidente della PMI, infatti, ciò è molto importante per mostrare al mondo come stanno realmente le cose. Nella città di Sitt Way intanto la situazione si mantiene, per ora, stabile.

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