Pubblicato il: mar, ago 14th, 2012

Caso Ilva, riforma elettorale e tagli alle auto blu, ma non bisogna scordarsi del nemico spread

di Sergio Zuppiroli

Ilva – Taranto

Grande confusione a Palazzo Chigi, in Quirinale e in quasi tutti i vertici statali per via del caso Ilva che tiene sulle spine il Governo Monti, ma in primis Napolitano. Il Pdr infatti viene accusato da più parti di non difendere i magistrati implicati in questa complicata questione. Di Pietro è il primo della lista, insieme a tutta l’Idv, a dar contro il Capo dello Stato, accusandolo inoltre di “nascondere la verità”. Alfano e Bersani, invece, dal canto loro, invocano entrambi l’intervento di Monti per fare chiarezza sulla situazione che ormai ha in stallo tutta la politica italiana, quella convenzionale. Quella convenzionale sì, perché l’ “antipolitica” targata Grillo ha altri pensieri, fortunatamente. Conclude con “un referendum sull’euro e sulla ristrutturazione del nostro debito è sempre più necessario. Ci vediamo in Parlamento (nonostante Napolitano). Sarà un piacere”; un lungo intervento sul suo blog.

La questione non sarebbe da sottovalutare visto che, nonostante tutta l’attenzione mediatica italiana sia sul caso Ilva, i mercati hanno tutt’altro che allentato la loro morsa. Lo spread chiude oggi, infatti, a quota 447 dopo una seduta dove era sceso anche al di sotto dei 440, quindi la solita preoccupante altalena. Anche il differenziale dei bonos spagnoli si è raffreddato, ma solo leggermente, registra oggi la sua ultima oscillazione stanziandosi a 538. Le borse in generale di tutta Europa invece, chiudono in leggero ribasso con Milano prima della classe (tra i segni negativi) con una piccola flessione dello -0,1% seguita da Londra (-0,26%), Parigi (-0,27%) e Francoforte maglia nera con un calo dello 0,49%. Controtendenza Madrid che sul finale di giornata spunta un rialzo dello 0,24%. Bankitalia, nel resoconto dei dati riferiti ad Aprile, registrata un importante calo dei BTP acquistati da parte di stranieri. Sarebbero, infatti, 596 miliardi di euro sul totale di circa 1600 miliardi, con un decremento del 26% rispetto allo stesso periodo del 2011 quando erano 814 miliardi. Complice sarà sicuramente anche la 22esima settimana di fila di stop alle operazione di acquisto di titoli di Stato dell’Eurozona da parte della Bce, che proprio oggi ha comunicato, ufficialmente dall’Eurotower, la costanza assenza di acquisti anche nella settimana appena trascorsa.

L’appannamento, strategico o non, delle notizie istituzionali continua con il bollettino dei risparmi dovuti al taglio delle auto blu. Si attestano a 280 milioni di euro, un non nulla nel quadro di un bilancio statale, ma comunque un risparmio almeno simbolico per far capire la direzione univoca da prendere. Non si può parlare di risparmio per quanto riguarda l’elettricità, la Nus Consulting (società di consulenza internazione nel settore delle utilities) ha infatti reso noto che va proprio all’Italia la medaglia d’oro per le bollette della luce più care al Mondo. Nel nostro Paese, tra il 2011 e il 2012, si registrano costi per la luce nell’ordine di 16,27 centesimi per kWh, contro i 12 della Germania e i 7 della Francia. Non serviva questo resoconto internazionale, le nostre aziende lamentano da sempre questo dislivello, che si parli di efficienza e perfezione nelle industrie tedesche è lecito, ma che si tenga conto anche dei livelli standard di partenza leggermente diversi. Come se Bolt venisse fatto partire 10 metri prima; conta il talento, l’impegno ma anche l’equità di strumenti.

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