Grecia: lo scandalo Polydoras e la “lost generation”
di Anna Chiara Sardella
Continuano le disavventure politiche del governo greco, questa volta per la polemica innescata dal comportamento dell’ex presidente del Parlamento greco, Vyron Polydoras. Il deputato del partito Nea Dimokratia, dello schieramento di centro-destra, era stato eletto presidente del parlamento lo scorso 18 maggio ma solo per un giorno, giusto per sciogliere le camere e riconvocare le elezioni successive.
Ma il parlamentare parrebbe aver utilizzato quel breve lasso di tempo per assumere sua figlia, Margarita Polydoras, a tempo indeterminato proprio nel suo ufficio.”Prendendo lei ho assunto una persona sola invece di sei, e’ una collega di valore e fidata” ha affermato Polydoras in un’intervista su un giornale, domandando poi come mai questa storia sia venuta a galla solo ora.
Inoltre in questo momento il Paese, oltre ad essere traumatizzato dalla crisi del debito, si trova di fronte la pubblicazione dei dati che L’Organizzazione Internazionale per il Lavoro ha reso pubblici riguardo alla disoccupazione giovanile greca: per i giovani dai 18 ai 24 è salita dal 23% di maggio fino ad arrivare al 54% a luglio.
Il deputato si è difeso di fronte alle accuse di immoralità provenienti dall’opinione pubblica, ma ormai i giochi sono fatti. Infatti secondo la costituzione ellenica, i dipendenti pubblici non possono essere licenziati, ed i problemi principali della Grecia nascono proprio dalla corruzione e da una burocrazia che tende a conservare i propri privilegi.
Questo genere di storie non risultano nuove nemmeno agli occhi degli Italiani, come non è nuovo il neologismo “lost generation”, che anche il premier italiano Mario Monti ha utilizzato qualche tempo fa. Un’immagine molto triste quella per la prima volta usata in un’indagine OIL e che stabilizza un concetto chiaro e semplice che investe non solo la Grecia ma tutto il pianeta: “fino a quando nessuna manovra vigorosa sarà presa, la comunità globale sperimenterà la penosa eredità di una generazione perduta”. Ad oggi, infatti, in tutto il globo 75 milioni di giovani sono senza lavoro.













