Pubblicato il: sab, ago 11th, 2012

Anche Hollande continua la politica di espulsione dei rom, e l’UE guarda con diffidenza alla Francia

di Anna Chiara Sardella

La ricetta per lo smantellamento dei campi rom, che avrebbe dovuto essere l’alternativa di Hollande alla cacciata proclamata dall’editto di Grenoble dall’ex presidente Sarkò, non c’è stata in Francia, anzi, continuano le espulsioni “accompagnate” fino a Bucarest in Romania. L’ordine proviene dal Ministro degli Interni Manuel Valls. Con Manuel Valls, si schierano la destra di Marine LePen e il centro destra del partito Ump considerando le misure attuate giuste e legali.

Nel 2010 Nicolas Sarkozy aveva sollevato non poche polemiche tra le organizzazioni non governative che si occupano di diritti umani, e la soluzione, quella di riportare di fatto la metà dei rom presenti in Francia, fu considerata reazionaria allora. Oggi viene perpetuata dal presidente della gauche francese. Ma la manovra non ebbe molto successo, perché i 15mila rom risiedenti in Francia sono oggi all’incirca gli stessi di due anni fa.

Giovedì mattina un aereo ha riportato in Romania circa 200 persone che vivevano nei campi della periferia della città di Lille, a nord ovest della Francia. L’operazione, inoltre, attuata dalla figura del prefetto, prevede che queste persone ricevano circa 300 euro a testa per ritornare nel loro paese di origine.

Detta così non sembra niente male. Lo sgombero è iniziato mercoledì, e ad aprire le danze sono state le ruspe, che continuano ancora a fare il loro lavoro in numerosi campi rom, tra i quali quelli delle città di Marsiglia, Parigi, Lilla e Lione.

Francois Hollande

Ma per la Commissione Europea anche Romania e Bulgaria fanno parte dell’Ue, al cui interno vige il diritto di libera circolazione. Il commissario europeo per i diritti fondamentali Viviane Reding nel 2010 aveva già minacciato di brandire una procedura d’infrazione contro la Francia.

Evidentemente la risoluzione francese si scontra con la concezione europea di integrazione, che si sforza di lottare contro il razzismo in altre maniere. Il maggio scorso infatti, la Commissione ha spinto i 27 stati ad attuare delle strategie nazionali per migliorare le condizioni economiche e sociali dei 12 milioni di rom presenti in Europa. Sarebbe auspicabile dunque, per gli stati europei, rivedere molte delle politiche per l’integrazione, oggi molto trascurate.

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