Roghi flagello d’Italia. Le temperature torride alimentano gli incendi dal Nord al Sud. Morti due anziani in Emilia
di Matteo Paolini
Ieri è stata una altra giornata di incendi in Italia. Complici le temperature torride, sono scoppiati roghi in buona parte della penisola e in Emilia ci sono stati anche due morti: anziani che, in due distinte occasioni, sull’Appennino bolognese e parmense, hanno dato fuoco a sterpaglie e sfalci, ma sono stati travolti da roghi sfuggiti al loro controllo. Mentre la Sicilia è ancora in piena emergenza, si fanno i primi bilanci: solo ieri ci sono stati 158 incendi boschivi; Campania e Lazio le regioni più colpite con 50 e 23 roghi. Il primo decesso in mattinata a Sabbioni, vicino a Loiano, nel Bolognese. Lì un anziano di 88 anni ha acceso un fuoco per ardere sfalci e sterpaglie. Ma, complici le temperature che anche oggi non hanno dato tregua all’Emilia, il fuoco è divampato, bruciando oltre 4.000 metri quadrati. Non è ancora chiaro se l’uomo si sia sentito male o sia caduto, ma di sicuro la morte è riconducibile all’incendio. Nel pomeriggio invece, nel Parmense nei pressi di Zerla, comune di Albareto, vicino al passo del Cento Croci, un altro pensionato (87 anni) è morto nell’incendio che ha anche distrutto parte di un bosco. Secondo una prima ricostruzione, stava bruciando sterpaglie quando il vento ha fatto propagare le fiamme. Il pensionato ha cercato di fermarle, ma è stato soffocato dal fumo.
L’emergenza non colpisce solo l’Emilia. In Toscana, nel pisano, zona Bufalina, sono andati in fumo più di quattromila metri quadrati di area boschiva e migliaia di piante del parco naturale San Rossore. Almeno due i focolai che hanno alimentato il rogo. Il che significa solo una cosa: si è trattato di un atto doloso. Si tratta del quinto incendio negli ultimi 15 giorni nella stessa zona che ha visto incenerito oltre due ettari di macchia mediterranea. A Pian di Scò, nell’Aretino, venticinque scout erano rimasti bloccati per un incendio. Per recuperare i ragazzi, che sembravano in pericolo, sono intervenuti i carabinieri, i vigili del fuoco, gli uomini della forestale: tutto si è risolto senza problemi, incolumi i bambini e le educatrici.
Roghi anche a Roma, in diversi quartieri, con difficoltà per spegnere le fiamme per la scarsità dei mezzi dei vigili del fuoco. Una situazione “drammatica” quella degli automezzi al Comando di Roma è la denuncia della Fp-Cgil. “Oggi – ha spiegato il sindacato Giovanni Alemanno – su 58 autopompe 28 sono fuori servizio per riparazione”. A Tivoli, alle porte della Capitale, dopo aver appiccato le fiamme ad alcune sterpaglie, un piromane ha cercato di allontanarsi ma è stato individuato e bloccato dalla Polizia. Indagini sono in corso per verificare il suo eventuale coinvolgimento in altri incendi della zona. Gli indumenti dell’uomo presentavano alcune macchie di combustibile e all’interno delle tasche dei suoi pantaloni è stato sequestrato un accendino. Il 65enne è stato arrestato per il reato di incendio boschivo. Nel corso degli accertamenti sono emersi a carico dell’uomo, numerosi precedenti per i reati di danneggiamento aggravato, maltrattamenti e reati contro il patrimonio.
Uno dei tanti roghi scoppiati ieri nella Capitale ha lambito anche un campo rom a Primavalle, tra via di Torrevecchia e via della Valle dei Fontanili. Alcuni nomadi sono stati tratti in salvo da un carabiniere. L’incendio era divampato in un deposito abusivo di copertoni nelle vicinanze del campo. A Marino, località dei castelli romani, un vasto incendio ha mandato in un fumo circa 5 ettari di terreno: un supermercato circondato dalle fiamme è stato evacuato. L’incendio ha impegnato per oltre tre ore vigili del fuoco, Protezione civile, carabinieri e polizia locale.
In Calabria, nel crotonese, prosegue da martedì l’incendio che sta interessando l’area di Savelli. Protezione civile, Afor, Vigili del fuoco e Forestale sono impegnati da ieri con diverse squadre e stanno intervenendo anche quattro mezzi aerei per spegnere il rogo.
Resta però la Sicilia la regione più colpita dagli incendi. Numerosi roghi si sono sviluppati anche oggi nel Messinese. In azione due Canadair (mezzi che sono al lavoro anche sul Gargano), squadre di vigili del fuoco e della Forestale. La Procura di Trapani, nel frattempo, ha aperto un fascicolo contro ignoti per incendio doloso boschivo ai danni della riserva naturale orientata dello Zingaro, gravemente danneggiata nei giorni scorsi da un imponente rogo. Gli inquirenti cercheranno di scoprire chi e perché ha aggredito una delle più suggestive aree protette della Sicilia e se c’è una regia unica per gli altri incendi, verosimilmente dolosi, sviluppatisi, nelle stesse ore, ad Erice, Makari e Castelluzzo, sempre nel Trapanese. Intanto l’assessore regionale al Territorio e Ambiente, Alessandro Arico’, ha annunciato che porterà all’ordine del giorno della prossima giunta di governo la proclamazione dello stato di calamità per le zone della Sicilia, in particolare del trapanese e del palermitano, colpite dall’emergenza incendi.
Sono 13 le città contrassegnate, per la giornata di oggi, con il “bollino rosso” del ministero della Salute che indica il massimo livello di rischio caldo per tutta la popolazione. Si tratta di Bologna, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Messina, Napoli, Palermo, Perugia, Reggio Calabria, Rieti, Roma e Viterbo. Un’altra giornata “di fuoco” quindi al centrosud, ma “Nerone”, l’anticiclone sahariano subtropicale dell’estate, ha le ore contate. Il caldo, seppure in lenta attenuazione, durerà fino a venerdì, poi nel weekend e fino a Ferragosto il clima sarà più mite grazie all’arrivo di aria fresca dal mar Baltico.












