Londra 2012. Apertura tra spettacolo e inutili problemi, e la rete insorge: dov’erano i Muse?
di Manuel Lai
“Race, life’s a race and I’m gonna win.. Yes, I’m gonna win..”. Sarebbero dovute essere queste le parole dei Muse ad accompagnare l’apertura dei XXX giochi olimpici di Londra. Il loro nuovo brano Survival era stato scelto come inno ufficiale per Londra 2012. E si dava quasi per scontata e ufficiale la partecipazione del gruppo alla cerimonia di apertura diretta dal regista Danny Boyle. Di esibizioni dal vivo o citazioni invece nemmeno l’ombra. E tra i fan in rete montano le polemiche di chi si aspettava una quasi sicura esibizione. Ora invece arriva un’altra notizia data per certa: i Muse parteciperanno alla cerimonia di chiusura dei giochi. C’è da crederci?
Così mentre in tutti gli store digitali spopola la tracklist ufficiale della cerimonia tornano le polemiche sui soldi spesi per allestire lo spettacolo e su alcune scelte. Mai come quest’anno lo spettacolo era stato tenuto sotto il silenzio più assoluto. E mai come quest’anno si era dato tanto spazio alla musica, quella rock. Tante le previsioni, quasi nessuna azzeccata. Si parlava di Leona Lewis o Adele, si parlava di un duetto. Il regista inglese ha invece voluto ribaltare le anticipazioni. L’unica presenza scontata è stata quella di Paul McCartney e della sua Hey Jude. Lo spazio dei Muse non era nemmeno previsto. Solo qualche citazione qua e la. Per il resto solo fan arrabbiati e nulla più.
Polemiche inutili? Si sa che durante i giochi tutto è lecito. Ma forse più che per la mancanza di un gruppo importante ci si potrebbe lamentare dei 40 milioni spesi per uno show spettacolare ma un po’ stonato rispetto a quelle che dovevano essere le Olimpiadi di un periodo di crisi. Ma lo spettacolo deve comunque continuare e, davanti ad un braciere che si accende, le polemiche sembrano sempre spegnersi. Non quelle dei fan di una delle band più importanti al mondo, assoldata per cantare Londra 2012 e poi nemmeno considerata. Ma si sa, Danny Boyle è regista eclettico e imprevedibile. E forse l’inno live sarebbe stato troppo scontato per tutti. Ma non lo erano James Bond, Harry Potter, David Beckam e compagnia bella?
Gli spettacoli possono piacere e non piacere, c’è sempre chi vorrebbe qualcosa di meglio. E le aperture degli ultimi anni sono sempre state difficili e controverse. Ci sta anche che si cerchi di depistare il pubblico con le anticipazioni per poi sorprendere nel momento giusto. E con le sue trovate, seppur a volte banali e telecomandate Londra 2012 ha aperto nel migliore dei modi. E poco importa per l’assenza di Survival. I fan sapranno farsene una ragione. Perché ancora più incomprensibili sono stati i 40 milioni spesi e il braciere, acceso al centro del campo, spento e poi spostato pochi giorni dopo per lasciare spazio alle gare. Quando lo spettacolo è più importante dello spirito olimpico.













