Grecia, le imprese lasciano il paese tra crisi dei consumi e gettito fiscale
di Anna Chiara Sardella
La situazione economica greca si trova a fare i conti con i primi effetti valanga a seguito della crisi, e delle misure che hanno dimezzato la consistenza dei redditi e degli stipendi: l’economia greca sembra sia ormai ad un punto di non ritorno e purtroppo lo dimostrano alcuni trend che si stanno presentando, e che forse non tarderanno a presentarsi anche in altri paesi del Mediterraneo.
E’ di questa mattina infatti la notizia del quotidiano greco Kathimerini che parla dell’abbandono in massa delle aziende straniere dal paese. Farmaceutico, assicurativo e commerciale i settori più colpiti dall’abbassamento dei consumi, causato a sua volta dal taglio degli stipendi della riforma austerity dei mesi scorsi.
Il quotidiano parla di sforzi inesistenti da parte del governo per trattenere le aziende e permettere all’economia di sopravvivere dopo il taglio delle pensioni e degli stipendi. Tali sforzi, secondo il giornale, avrebbero dovuto riguardare l’abbattimento della burocrazia e una più attenta politica fiscale favorevole alle aziende e agli investimenti.
Così le aziende lasciano il paese, come la francese Coface specializzata in assicurazione crediti, la Natixis e così via. La Coface a giugno ha deciso di sospendere i contratti di assicurazione per le esportazioni greche, i cui creditori erano sempre meno affidabili e puntuali nei pagamenti.
E le aziende preferiscono andare a situarsi in paesi in cui il costo dei licenziamenti e il livello di stipendi conviene, come nei paesi dell’est nei quali il settore farmaceutico sta scegliendo di andare ad investire.












