Lampade abbronzanti e melanoma: il rischio aumenta del 74%
di Nicole Colombi
Essere abbronzati tutto l’anno è il sogno di tanti vanitosi, raggiungerlo è semplice, basta sottoporsi a regolari sedute in docce o lettini abbronzanti e si avrà l’aspetto di chi è appena tornato dai caraibi. Ma questa abbronzatura artificiale non provoca danni alla pelle?
Secondo uno studio condotto dall`University of Minnesota pubblicato su Cancer, Biomarker&Prevention la risposta è sì. Ciò che si rischia è la più mortale delle forme cancerose che colpiscono la pelle: il melanoma.
La ricerca è stata svolta nello stato del Minnesota tra il 2004 e il 2007 su un campione di 1.167 persone affette da melanoma i quali sono stati sottoposti a questionari per comprendere quanto di frequente utilizzassero i lettini abbronzanti e da quanto tempo.
Il risultato ottenuto è sconvolgente: il 63% dei pazienti intervistati utilizzava lampade solari con una certa regolarità. DeAnn Lazovich, autore principale dello studio, precisa che, dal calcolo effettuato a seguito dell’indagine, risulta che chi fa largo uso della, cosiddetta, “abbronzatura indoor” ha quasi il triplo di probabilità di sviluppare forme cancerose alla pelle di chi sta alla larga dai solarium. In percentuale, ben il 74% di probabilità in più per chi passa 50 ore all’anno sul lettino o per chi ne fa un uso regolare da almeno 10 anni.
Il rischio si diversifica anche in base al tipo di seduta abbronzante; più pericolosi sono, infatti, docce e lettini a raggi esclusivamente UVA per colpa dei i quali è 4,4 volte più probabile la comparsa di un melanoma rispetto a quelli UVA+UVB.
Il melanoma, oltre ed essere una delle forme tumorali della pelle più letali, è, anche, il secondo tumore più diagnosticato nelle giovani donne tra le quali miete più vittime del tumore al collo dell’utero.
Nonostante ciò, i centri estetici sono ancora gremiti di clienti desiderosi di una rischiosa tintarella fuori stagione.












