Pubblicato il: dom, ago 5th, 2012

Olimpiadi, conclusa la prima settimana: pronti per il gran finale?

di Gianluca Valotti

È passata una settimana dalla cerimonia d’apertura dell’Olimpiade di Londra, una serata che ha divertito, strabiliato, emozionato il pubblico e gli atleti presenti, orgogliosi di portare la bandiera del proprio Paese nell’evento sportivo principale.

Conclusa la magnifica nottata, i giochi hanno avuto inizio. Dal giorno seguente s’è incominciato a fare bilanci, ad assegnare medaglie, a criticare ed elogiare a seconda dei risultati gli atleti in gara. Perché è così che funziona, fa parte del gioco, dello sport: un atleta riceve complimenti e critiche a seconda di come andranno le sue prestazioni. In una manifestazione d’importanza mondiale, seguita da miliardi di persone, è impossibile non essere elogiati e nemmeno criticati. Qualche giudizio arriva ed è inevitabile, non si può pretendere che miliardi di spettatori assistano ad uno spettacolo zitti ed impassibili dall’inizio alla fine. Ognuno fa il tifo, ovviamente, per chiunque gareggi per il proprio Paese, ognuno esulta quando arrivano medaglie, che siano d’oro, argento, bronzo, ed ognuno se la prende con lo sportivo connazionale che non ha centrato il podio.

Un incrocio continuo di critiche e elogi a gente che faccia bene oppure male, oggi protagonista di una manifestazione sportiva, che ha la possibilità di vivere giorni di gloria, momenti di gloria (come il titolo di un famoso film riguardante appunto le Olimpiadi), che possono volare sulle ali dell’entusiasmo e far svolazzare dall’alto di un podio olimpico milioni e milioni di tifosi. Essi già sanno che, una volta conclusa la magia olimpica, tutto tornerà com’era prima: le discipline poco seguite non verranno trasmesse in televisione, se non raramente. I nomi di chi li ha fatti esultare ed emozionare saranno scordati, restituendo così agli olimpici il ruolo di atleti, convertito con quello da star guadagnato nelle giornate olimpiche. Gli sportivi torneranno ad allenarsi ore e ore per raggiungere altri obiettivi, da campioni nell’ombra, lontani da tv e giornalisti. Per gli atleti più bravi e fortunati, il fine è la possibilità di riapparire all’edizione olimpica successiva con tanto di giornalisti e tifosi al seguito.

Nella capitale dell’Inghilterra e del Regno Unito, non è ancora ora dei titoli di coda, di lacrimare nostalgici davanti allo schermo. A Londra è il momento dei primi bilanci di metà Olimpiadi, dei calcoli delle medaglie conquistate. Comandano il medagliere Stati Uniti e Cina, rispettivamente in prima e seconda posizione, a seguire Corea del Sud, Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia e in fondo alla top ten Corea del Nord, Kazakistan e Russia.

Quarantatré gli allori olimpici per i primi classificati, i secondi sono a quota quarantadue, distanziati i sudcoreani a sedici medaglie, meno di Francia (19), Germania (20), Regno Unito (22) e Russia (23) ma Corea del Sud che può vantare un maggior numero di ori; spedizione italiana a un totale di dodici, nordcoreani a cinque, Kazakistan quattro. Russi che hanno collezionato argenti e bronzi: dodici le medaglie argentate, otto quelle del gradino più basso. Americani e cinesi collezionisti di ori come a Pechino: ventuno quelli statunitensi, venti per la Cina.

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