Pubblicato il: sab, ago 4th, 2012

Il lato sepolto della storia: le voci silenziose delle donne dimenticate – L’Illuminismo e la ragione

di Chiara Gagliardi

(quinta parte – segue da Il Seicento e la complessa età barocca)

Dal Seicento, si passa direttamente all’Illuminismo del secolo successivo, età di grande progresso per l’uomo, animato da una forte fede nella ragione, ma anche di intrighi e complotti. È il secolo di Luigi XIV e della Corte di Versailles, dei grandi pensatori francesi come Voltaire e Rousseau, di un primo decadimento della religione in favore di quella “ragion pura”; ma è anche il secolo che terminerà con la Rivoluzione Francese e che sconvolgerà il mondo classico. In quest’epoca, le donne dei salon seicenteschi si trovano ad avere un grande potere. La più grande novità è la consentita partecipazione delle donne ad eventi pubblici: mentre nel Seicento esse potevano essere ammirate dai futuri (e combinati) mariti solamente in occasione di funzioni religiose, ora le dame sono ampiamente introdotte in una società mista, composta da esponenti di entrambi i sessi. Purtroppo, un modo per intraprendere la scalata al potere era quello di diventare l’amante di un personaggio famoso e bene in vista: ecco quindi che si mostra uno scenario inedito. Libere finalmente da ogni minaccia di finire sul rogo, le donne sfoderano tutte le loro capacità seduttive per irretire i nobili della corte, conquistando molto spesso una posizione di prestigio. La politica è ancora loro preclusa, ma si aprono nuovi compiti. Il mondo della moda e del teatro femminile sono infatti animati da figure potenti. Inoltre, nel Settecento, per la prima volta la donna si trova ad essere superiore ad un uomo di pari rango: si diffonde durante l’Illuminismo la figura del “cicisbeo” o “cavalier servente”, scelto per “proteggere” la donna dai malintenzionati. In realtà, pur non essendo un vero e proprio amante di lei, il cicisbeo finiva per assumere la posizione di un lacchè. Le donne settecentesche, quindi, acquistano finalmente potere ed entrano nel mondo sociale, anche se questo vale per le ricche dame. Le donne povere continuano a condurre un’esistenza grama. Si sta tuttavia facendo strada una nuova classe sociale, intermedia tra i nobili e il volgo: la borghesia.

Una delle donne più importanti del Settecento fu Jeanne Antoinette Poisson, che tutti conosciamo come Marchesa di Pompadour. Amante del re di Francia e nome estremamente potente nella corte di Versailles, fu una figura di spicco per quanto riguarda la cultura e la politica francese dell’epoca, oltre a dare il nome ad una famosa pettinatura. Pompadour mise in piedi la compagnia teatrale di Versailles, amando in particolar modo gli spettacoli, e divenne mecenate degli Enciclopedisti Diderot e D’Alembert: fu solo grazie a lei che il progetto venne portato a termine. I ruoli si sono rovesciati: ora è una donna a sostenere economicamente il gruppo di intellettuali. La marchesa ebbe un ruolo politico minore, anche se non intraprese scelte felici. Madame Pompadour divenne quindi il perfetto esempio della donna di corte.

Anche se tutti conoscono Wolfgang Amadeus Mozart, noto compositore austriaco, sono in pochi a sapere dell’esistenza di una sua sorella maggiore. Maria Anna Mozart, meglio conosciuta come Nannerl (vezzeggiativo che le era stato dato in famiglia e con cui è passata alla storia), fu una pianista. Come suo fratello, dimostrò le sue capacità piuttosto precocemente, anche se non godette mai della fama di Wolfgang. Il padre, Leopold Mozart, inizialmente incoraggiò i figli a coltivare il loro talento musicale portandoli a suonare per le corti dei nobili, ma finì col concentrarsi soprattutto sul maschio. Si ha notizia di qualche composizione di Nannerl, ma essa non ci è pervenuta: la ragazza le distrusse, nonostante gli incoraggiamenti del fratello. Mozart scrisse infatti, in una lettera: «Sono stupefatto! Non sapevo fossi in grado di comporre in modo così grazioso». Mentre il compositore faceva del suo meglio per spronare la sorella (arrivò addirittura a comporre dei pezzi a quattro mani per poterli suonare con lei), la donna si dedicò alacremente all’insegnamento, diventando un’eccellente musicista.

Un ritratto di Madame Pompadour

Dopo secoli e secoli, finalmente si apre alle donne una nuova strada: il teatro. Dalle prime rappresentazioni nell’antica Grecia fino alla fine del Seicento, infatti, i ruoli femminili erano sempre stati interpretati da uomini travestiti. All’inizio del secolo fu tolto alle donne il divieto di recitare in pubblico: la prima a debuttare su un palcoscenico, a quattordici anni, fu Nell Gwyn, una ragazzina che venne da subito amata per la sua espressività. La professione di attrice le consentì di passare in breve tempo dai poveri sobborghi di Londra alla corte inglese, diventando amante del re. Nell Gwyn inaugura infatti un fenomeno che dura ancora ai giorni nostri: le attrici crescono fino ad essere delle vere e proprie dive. La strada di Nell venne presto seguita anche da Mary Robinson, che passò dal ruolo di attrice a quello di autrice ed entrò nella corte di Galles, da Elizabeth Sheridan, che si ritirò dopo il matrimonio, e da Giovanna Baccelli, sfrontata ballerina italiana che fece fortuna a Londra.

Donne potenti e rilevanti, quindi, quelle del Settecento. L’Illuminismo sembra favorire per la prima volta una concezione diversa del sesso femminile: eleganti ed istruite, le donne partecipano ai Lumi, in quanto non c’è alcun motivo scientifico per considerarle minori degli uomini. La buia epoca delle streghe sembra essere ormai trascorsa.

(continua sabato 11 agosto)

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