Bene Milano e Madrid, ma rimane una pericolosa incertezza sul futuro politico italiano
di Sergio Zuppiroli
Per la terza giornata di fila Milano e Madrid guidano la rimonta dei listini europei, notizia positiva visto l’andamento delicato della scorsa settimana che, a detta dai più, rischiava di mettere in seria difficoltà l’eurozona. Piazza affari chiude a +2,8% recuperando così 34 mld di capitalizzazione dopo quattro sedute in rialzo. Meglio anche lo spread, nonostante la chiusura a 465 non sia così tanto rosea come numero, è sicuramente più auspicante rispetto alla scorsa settimana dove si sfioravano record storici negativi, ben oltre il 500.
Il ministro dell’Economia in una nota fa sapere, inoltre, che, “con l’asta di oggi il Tesoro termina una tre-giorni di successo per i titoli di Stato italiani, nei quali sono stati collocati oltre 18 mld tra CTZ, BOT e BTP, arrivando così a complementare, in linea con gli obiettivi, circa il 66% del piano funding 2012. Il tasso dei BTP decennali, tra l’altro, è anche nuovamente sceso sotto il 6%, altro fattore in linea con le ultime giornate positive. Ci sono anche trend controcorrente però, come la notizia dell’aver posto la fiducia, da parte del Governo, su un maxi-emendamento che comprende i decreti sulla spending review e quello sulla dismissione del patrimonio pubblico. Fiducia richiesta dal ministro Piero Giarda che sottolinea come in questo ultimo periodo il lavoro del Governo Tecnico sia più difficile, con ostacoli da molte parti della vecchia “coalizione del tutto è concesso”.
Non terminano le brutte notizie da oltreoceano. Standard & Poor’s, infatti, ha rivisto in negativo la stima di crescita per il nostro Paese: con un -2,1% previsto per il 2012 e -0,4% per il 2013, concludendo con l’aumento della disoccupazione rispettivamente del 9.9 e 10%. Giustifica il tutto con “ Italia e Spagna sono rimaste profondamente in area di contrazione economica”. Non sono valsi a molto i continui elogi europei al lavoro del Professor Monti. Una piccola battaglia è stata, invece, vinta in campo europeo, è arrivato il tanto atteso nullaosta di Berlino agli acquisti di titoli in paesi in difficoltà da parte della Bce. Questo esile traguardo è arrivato dopo che Mario Draghi ha, giustamente, puntato i piedi, deciso a salvare a tutti i costi l’Euro.
Lo spread è ancora molto alto rispetto alle previsioni di Monti, però bisogna capire il timore europeo per un futuro politico italiano incerto, visto che ancora non si ha una riforma elettorale solida e pronta per essere varata. Bisogna aspettare e vedere come l’asse Monti-Napolitano attui questa fondamentale nuova legge elettorale.











