Pubblicato il: sab, lug 28th, 2012

Contro tutte le barriere: Intervista a Valentina, responsabile del Centro Disabili “Il Villaggio” di Verona

In tempi di Olimpiadi, non possiamo dimenticare che oltre agli atleti che gareggiano e di cui ieri abbiamo visto la presentazione a Londra, vi sono tutti gli atleti che svolgono un’altrettanto dura preparazione per le Paralimpiadi. E proprio con un occhio rivolto a queste, il tema della disabilità si mostra come qualcosa da affrontare senza ipocrisie ma al contempo riconoscendo le qualità e le mete che le persone disabili possono raggiungere. Rimangono comunque molte le difficoltà date da una mancata prevenzione pubblica ad esempio nel campo dell’eliminazione delle barriere architettoniche, o di altre barriere “invisibili”.  Abbiamo intervistato a proposito del tema Valentina, responsabile del Centro Disabili “Il Villaggio” di Verona.

di Martina Maggio

 

Che cos’è e come nasce la ONLUS Il villaggio?

L’associazione “Il Villaggio” nasce nel 2002 dall’esigenza di alcune famiglie di impiegare il tempo libero dei propri parenti disabili. Dal lunedì al venerdì queste persone svolgevano le loro attività quotidiane all’interno dei centri diurni, mentre il sabato venivano costretti a rimanere a casa o nelle case specializzate di cura. Le famiglie, riunitesi insieme, hanno dato vita per prime a questa associazione che ha il compito di organizzare ed impegnare, anche con semplice uscite pomeridiane, il fine settimana dei ragazzi. Con il tempo un numero consistente di ragazzi si è avvicinato al mondo del volontariato ed ha cominciato ad occuparsi dell’organizzazione delle attività.

Le istituzioni hanno mostrato interesse concreto nei confronti dell’associazione?

Con il tempo è stata dichiarata l’esistenza dell’associazione al Comune. In risposta abbiamo ricevuto dei finanziamenti. A mio parere il comune sta facendo ancora troppo poco per la disabilità in generale. Di recente sono stati attuati parecchi tagli ed a livello sociale pare non sia cambiato davvero niente. Risulta sempre e comunque largamente avvantaggiato chi può permettersi un operatore e un centro a pagamento.

Le infrastrutture di Verona come si rapportano alla disabilità?

Vi sono delle grosse difficoltà a livello strutturale: per una persona che gira con la carrozzina la difficoltà parte dal negozio non attrezzato di pedana, fino ad arrivare al problema del marciapiede troppo stretto o accidentato. Sono stati fatti convegni sulla questione della viabilità urbana, pare che Verona se ne stia occupando, ma sempre troppo lentamente e non a sufficienza.

La questione dei trasporti è un grande problema per la persona disabile che non può essere accompagnato dal familiare. Come viene risolto?

Ci sono grosse difficoltà nel prendere autobus urbani. Aspettare che la pedana venga tirata giù e che la carrozzina venga caricata sull’autobus crea numerosi disagi sia al disabile che per le persone già presenti sul mezzo. Il comune di Verona ha però all’attivo il Servizio Integrativo Trasporti (SIT) creato apposta per la disabilità e di cui il nostro centro usufruisce già da tempo per portare i ragazzi al lavoro, in università, o nei centri specializzati.

Atleti asiatici alle Paralimpiadi

Sensibilizzare al mondo del volontariato sociale appare ogni giorno sempre più difficile. Come occuparsene?

Noi nella ricerca di volontari ci affidiamo quasi sempre alle conoscenze. Abbiamo però del materiale informativo che mettiamo a disposizione nelle scuole o negli ambienti educativi e che distribuiamo durante la festa del volontariato (che si svolge ogni anno a Verona N.d.R). Ma la cosa più efficace rimane sempre e comunque l’esperienza diretta: ci capita di organizzare incontri tra i ragazzi disabili e i ragazzi delle scuole, per sensibilizzarli, far conoscere e comprendere loro la tematica della disabilità.

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