Pubblicato il: gio, lug 26th, 2012

Governatori nei guai: il celeste Formigoni, il purpureo Vendola e il marasma giudiziario

di Stefano Capponi

I governatori Formigoni e Vendola

Il reato in questione sarebbe gravissimo: corruzione aggravata dall’elemento della transnazionalità.

Roberto Formigoni, Governatore della Lombardia, eminente espontente del PdL, nonché di CL, il “Celeste”, ovvero l’azzurro dai contatti spirituali (o quasi), è stato convocato dai PM di Milano per sabato. E’ indagato ed è stato chiamato tramite un invito a comparire con contestuale informazione di garanzia. Tutto ciò è stato reso noto dal Procuratore Capo del Tribunale lombardo Edmondo Bruti Liberati, che ha reso pubblico il fatto che la data di iscrizione al registro risulti il 14 giugno scorso. Proprio mercoledì mattina il Governatore riteneva i giornali rei di aver fatto un buco nell’acqua citando un’indagine nei suoi confronti.

Qual è l’accusa dei PM in concreto? Secondo la loro ricostruzione, Formigoni avrebbe ricevuto milioni di euro dal celebre imprenditore Pierangelo Daccò per vacanze, viaggi in barca, e sconti per l’acquisto di una villa in Sardegna. E fin qui non ci sarebbe nulla di penalmente rilevante: il problema è che i magistrati in questione si spingono a supporre una possibile “corsia preferenziale” nelle attività della Regione. Tutto ciò sarebbe legato all’inchiesta sulla Fondazione Maugeri, e qui entrerebbero in gioco presunte operazioni di alcuni soggetti tramite conti in Svizzera che sarebbero riconducibili a Daccò e al suo collaboratore, da qui l’aggravante della transnazionalità.

Le opposizioni di centro-sinistra (PD-IdV-SEL) chiedono le immediate dimissioni del Governatore. “Serve un’assunzione di responsabilità che fino a qui non c’è stata: il voto anticipato continua ad essere l’unica strada percorribile per rinnovare una situazione sempre più ingestibile” dice il PD lombardo.

Il Tribunale di Milano

Ovviamente, la reazione di Formigoni non si è fatta attendere: “Ho letto le carte, e a una seconda lettura mi sono detto: tutto qua? Qual è l’atto corruttivo? Dov’é la corruzione? Io non l’ho trovata. Non c’é mai stato alcun vantaggio per il San Raffaele e la Maugeri, non c’é stato alcun danno per la Regione Lombardia”. Inoltre fa sapere che la Regione non ha alcuna responsabilità sui bilanci della Maugeri, ma che la loro vigilanza spetterebbe semmai al Ministero della Salute.

Formigoni dà ad alcuni giornalisti dei “gazzettieri” dei magistrati e fa sapere per l’ennesima volta di non essere intenzionato a dimettersi. In effetti un’indagine che non è, o non è ancora, un processo, non può forse da sola essere una buona ragione per le chiedere le dimissioni da una carica importante come quella di Presidente di Regione: ma bisogna tener presente che il Governatore è addirittura il dodicesimo tra gli esponenti di Giunta e Consiglio Regionale della Lombardia dal 2010 indagati per varie vicende.

Tra le richieste di dimissioni al Governatore Formigoni spicca anche quella di Sinistra Ecologia Libertà, per mezzo della sua esponente Chiara Cremonesi. Una richiesta che però stona alla luce di ciò che sta accadendo in un posto molto lontano dalla Lombardia, ma che rappresenta un’altra importante parte del Paese: la Puglia.

In Puglia, infatti, è stato reso noto che per il Presidente della Regione Nichi Vendola, leader incontrastato di SEL, pende una richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura di Bari. L’accusa secondo i magistrati sarebbe quella di un presunto abuso d’ufficio, che sarebbe caratterizzato dall’aver favorito un primario di chirurgia toracica presso l’Ospedale San Paolo di Bari. Insomma una vicenda che secondo i magistrati accusanti avrebbe i caratteri di un tipico male italiano, l’aiuto da parte del potente, ma ancora tutta da accertare.

Nichi Vendola si mostra, al contrario dell’omologo settentrionale, alquanto flemmatico: “Posso solo dire che finalmente tiro un sospiro di sollievo essendomi così data possibilità di spiegare, dinanzi al Giudice, la correttezza dei miei comportamenti’” ha dichiarato.

In realtà molti sanno che un eventuale rinvio a giudizio costituirebbe un grosso problema, non solo per l’opportunità di restare in sella alla Regione, ma anche per una questione di coerenza visto quello che il centro-sinistra chiede sempre a partiti come il PdL e infine per la possibilità del leader di SEL di candidarsi alle primarie di coalizione.

Due vicende oscure che coinvolgono Nord e Sud e che si spera verranno presto chiarite, sia per i soggetti coinvolti, sia e soprattutto per i loro elettori e i cittadini per cui lavorano.

ULTIM’ORA: I PM di Bologna hanno fatto una richiesta di rinvio a giudizio per il Governatore del PD dell’Emilia Romagna Vasco Errani. L’accusa sarebbe quella di falso ideologico. Giusto per essere ancora più bipartisan.

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