Hollande interrompe la tradizione e invita Miliband all’Eliseo
di Gerardo Canteri
Nonostante gli avvertimenti del suo staff, il Presidente francese ha scelto il leader del Partito Laburista britannico come primo ospite straniero all’Eliseo.
Eppure il protocollo parla chiaro: il primo incontro internazionale al palazzo presidenziale deve avvenire con un capo di stato o con un esponente di un governo straniero. Ed Miliband invece è il leader del principale partito d’opposizione in Regno Unito. Un incontro che non hanno gradito in molti. Persino i collaboratori di Hollande hanno cercato di limitare i danni. Di questo lungo meeting, avvenuto nella giornata di ieri, infatti, solo una foto è stata pubblicata sulla pagina Twitter del Presidente, e nient’altro. Un gesto che in molti hanno interpretato come una sorta di parziale autocensura. Inoltre i giornalisti accorsi all’Eliseo per assistere all’arrivo di Miliband, si sono sentiti dire che non era stato programmato nessun incontro, e che probabilmente si stavano sbagliando.
E invece poco dopo ecco arrivare il leader laburista, accolto dal Presidente francese con una calorosa stretta di mano. Dopodiché i due sono entrati per concedersi un lungo incontro, finito il quale il leader laburista ha tenuto un discorso ai deputati socialisti nell’Assemblea Nazionale. Discorso che Miliband ha aperto con un “chers camerades”, e in lingua inglese, a seguire “mi dispiace solo che il mio francese finisca qui”. Tra le parole rivolte ai deputati, spicca un riferimento all’Unione Europea: “Trent’anni fa il Partito Laburista era un partito che credeva nell’uscita dall’Europa. Io vorrei dire molto chiaramente che noi ora vogliamo considerare il Regno Unito come parte d’Europa.”. Parole che tolgono, anche ai meno esperti, ogni dubbio sull’europeismo dei laburisti.

Durante la campagna elettorale francese, il Primo Ministro
britannico Cameron aveva appoggiato apertamente Sarkozy
Dopo i meeting, Miliband ha commentato ai giornalisti: “Il punto con Hollande è che siamo d’accordo sul fatto che ci può essere un approccio economico diverso dall’austerity, e che c’è la necessità di dare un esempio di un modo nuovo di ripartire. Con il Presidente ho anche discusso riguardo l’emergenza della disoccupazione giovanile che esiste nei nostri paesi e sulle azioni che si potrebbero prendere a riguardo.”
L’incontro non deve aver fatto piacere nemmeno al Primo Ministro britannico David Cameron, che sarebbe stato un primo invitato più consono, e che durante la campagna elettorale francese rifiutò l’incontro con il candidato socialista, appoggiando ufficialmente l’avversario Nicolas Sarkozy.












