EOS M, finalmente anche Canon si tuffa nelle mirrorless
di Alessandro Cucci
Dopo Olympus, Sony e Nikon, anche la casa giapponese decide di fare il suo ingresso nel mercato delle mirrorless, le macchine fotografiche compatte di tipo avanzato che hanno tutte le funzioni di una reflex senza il particolare “specchietto” (da qui il termine mirrorless) che contraddistinque le sorelle maggiori. Canon è stata l’unica grande casa finora a non aver introdotto sul mercato una macchina fotografica di questo tipo, almeno non fin’ora. E’ stata presentata infatti la nuova EOS M, la prima mirrorless di casa Canon, dedicata non tanto ai professionisti e agli amatori evoluti, quanto più a quegli utenti che desiderano qualcosa in più rispetto ad una compatta di fascia medio-bassa.
La Canon EOS M è una versione in miniatura della Canon EOS 650d, con un sensore CMOS (22,3×14,9mm) da 18 megapixel, processore Digic 5. L’otturatore si muove agilmente tra 1/4.000 di secondo e 1 minuto (raffica a 4,3 fotogrammi al secondo, 3fps se attivo il tracking dell’autofocus), sensibilità tra 100 e 12.800 ISO (fino a 25.600 con la regolazione estrema), scatto in RAW 14bit, bilanciamento del bianco manuale o automatico, video 1080p con audio stereo. Niente flash compatto, ma è tuttavia previsto l’uso di un flash esterno da inserire tramite la standard slitta a caldo.
Il commento degli esperti sembra essere più che buono, il prezzo, non ancora dichiarato, dovrebbe essere di 850 euro comprensivo dell’obbiettivo standard 18-55, venduto in kit con il corpo macchina. Prezzo che, se confermato, farebbe sorgere domande sull’effettiva collocazione di mercato della EOS M, sia perché è il doppio di una compatta di fascia alta, sia perché gli amatori meno evoluti difficilmente saranno in grado di apprezzare tutte le caratteristiche di questa reflex priva di specchietto.












