Troppi stranieri nel nostro campionato e troppi giovani in panchina, si rischia una pessima figura ai mondiali in Brasile
di Antonio Borsa
Anche di fronte alla crisi, il calcio nostrano non cambia le sue tendenze: bisogna spendere, non importa come, ma bisogna farlo. Nonostante gli strenui tentativi da parte dei club di investire sulla primavera, con vari tentativi di formare una squadra B dove i giovani possano crescere e maturare, sono sempre gli stranieri a fare gola nelle folli spese del calciomercato estivo. Il tutto è frutto della voglia sfrenata di vincere ad ogni costo, di appagare i tifosi con l’ acquisto del trentenne straniero di turno, ma andrebbe bene anche un ragazzino Paraguaiano o Argentino, non importa: basta che arrivi un nome misterioso che possa indurre i tifosi a strappare l’abbonamento allo stadio.
E tanti saluti a quei talenti Italiani che con un pò di pazienza e fiducia sarebbero potuti diventare i campioni di oggi e non le promesse del futuro. Non c’è una singola squadra di serie A che non annoveri tra le proprie fila fior fior di atleti non Italiani, che grazie alle nostre squadre hanno fatto le fortune delle proprie Nazionali. Basti citare la Colombia, rigenerata dagli “Italiani” Yepes, Guarin, Zúñiga, Muriel e Cuadrado. Di Nazionali zeppe di giocatori residenti in Italia ce ne sono tante, come è giusto che sia, ma ogni eccesso è difetto, e nel Bel paese siamo maestri. Il voler vincere subito, senza un progetto a lungo termine a volte può portare al fallimento; basti guardare l’Inter che aveva tra le mani un cantiere di giovani Italiani pronti ad esplodere da un momento all’altro, ma che sono stati lasciati marcire in panchina e svenduti alla prima occasione. Bardi, Faraoni, Caldirola, Crisetig, Ranocchia, Destro sono calciatori che avrebbero potuto tranquillamente giocare una ventina di partite, magari al posto di finire sesti in classifica si sarebbe finiti decimi, ma si sarebbero formate le basi per un grande futuro. Il Milan non è stata da meno, non sfruttando appieno il talentuoso Italo – Egiziano El Shaarawy, promettente astro del calcio Italiano. Stando alle promesse di tutte le Big, dal prossimo anno dovrebbero esserci più chance da titolari per i campioncini del domani, ma le scelte di mercato, contornate da giocatori over 30 rigorosamente stranieri, sembrano andare in controtendenza.
E della nostra Nazionale che ne sarà? Pirlo non è eterno e Verratti non è detto che sia il suo erede. Il Neo acquisto del PSG doveva assolutamente crescere da noi, non in Francia, con un contratto da capogiro che farebbe montare anche il più timido dei ventenni. La stessa difesa, colma di trentenni, oggigiorno avrebbe potuto annoverare tra le sue fila giocatori come Bonucci, Ranocchia, Caldirola e Faraoni, calciatori che in quelle poche partite disputate hanno dimostrato di latitare solo in esperienza, quell’esperienza che si poteva ovviare schierandoli costantemente in campo. Resta da sperare che i vari Insigne, Destro, Gabbiadini e tanti altri possano trovare lo spazio che meritano, in modo da poter rimpiazzare i Nazionali sulla via del declino; bisogna fare presto, perchè aldilà del secondo posto all’Europeo, con quella stessa formazione non andremo lontanissimo al prossimo Mondiale.













