Il solito agosto di speculazioni folli, ma questa volta è ancora luglio
di Sergio Zuppiroli
Il lunedì borsistico nero è di solito previsto e atteso, con comunque tanta ansia da spread-azione. Questa settimana però si è inaugurata particolarmente male. Nello scenario delle borse europee si vede come grande protagonista il segno meno alternato solo al colore rosso. Ci sono addirittura nuovi record negativi di sempre, come in Spagna con ben 631 punti di differenza tra Bonos e Bund. La penisola iberica non è la sola in quanto l’Italia è l’altra grande vittima di questo attacco dei mercati, che vede lo spread tra Btp e Bund (differenza tra titoli decennali) salire a 524, mai così alto dal 9 gennaio scorso. Tutto questo avviene dopo un venerdì decisamente anormale. Un venerdì scorso iniziato male ma in cui, in tarda giornata, si avevano molte aspettative. Venerdì era, infatti, il pomeriggio in cui l’Eurogruppo aveva dato il via libera ai quasi 100 miliardi di euro alla Spagna, ma non solo, sempre venerdì è avvenuta la prima tranche di aiuti reali per ricapitalizzare le banche spagnole, di ben 30 miliardi. Molti osservatori si aspettavano una ripresa dopo tutte queste importanti manovre, invece il risultato è stato opposto come si è visto dai numeri sopra citati. Con questi numeri è difficile resistere a lungo e le copiose vendite tra banche dei nostri titoli non fanno ben sperare nei prossimi giorni. Le due borse perdono in generale 3,59 e 2,70 punti percentuali, rispettivamente il FTSE MIB, Milano e l’IBEX 35, Madrid. Un esile miglioramento della situazione si è verificato a seguito della decisione della CONSOB di bloccare per questa settimana le vendite allo scoperto (dei nostri titoli), migliorando parzialmente ai quasi 5 punti di rosso fatti registrare stamattina da Piazza Affari.
Agosto è sempre stato un mese difficile e di grandi speculazioni da parte dei mercati, e nonostante non sia ancora arrivato, sembrerebbe però già iniziata la guerra dei debiti sovrani. Solitamente è proprio il mese di agosto il protagonista di forti oscillazioni, specie nei periodi di così grande crisi globale, questo per via dei meno operatori presenti (di solito in vacanza più del 40% di essi). E’ così più facile muovere volumi tramite il movimento di pochi fondi molto cospicui, non essendoci contrappesi in grado di livellare queste azioni e facendo così più danni o più guadagni. L’allarme è scattato. Il Professor Monti chiede di puntare sull’economia reale. L’Ue annuncia che farà tutto il possibile per salvare questo Euro in crisi, con o senza la Germania (e i paesi satelliti come Olanda e Finlandia), affermando infine che la Grecia deve rimanere dentro l’Europa. Da Berlino invece, Angela Merkel, dal canto suo, sottolinea come non sia una catastrofe l’uscita del paese ellenico dall’Euro.
La crisi, oltre che economica, è anche istituzionale, visto che nessuno può prevedere cosa succederà a Grecia, Spagna e Italia, e ci vorrebbe una linea guida forte che tracci senza se e senza ma la strada per risanare questa lotta alla speculazione sui debiti sovrani. Finché non si riusciranno a mettere d’accordo tutti e ad avere una sola voce forte per rispondere ai grandi speculatori finanziari, i mercati saranno i padroni di quest’Europa economicamente e politicamente, alla deriva.











