Spread a 528 punti, agosto promette distruzione
di Stefano Capponi
L’altro giorno era andata male. Tutti temevano il giorno di oggi, e a quanto pare i loro incubi si stanno realizzando.
Lo spread alle 10 di mattina di questo 23 luglio 2012, cioè il differenziale tra i BTP e i BUND tedeschi, è già a 528. Il rendimento del decennale italiano è al 6,39%. Nel baratro più totale è la Spagna: il differenziale tra i BONOS e i titoli tedeschi è infatti addirittura a 627. Una forbice troppo ampia.
Le borse hanno ovviamente reagito di conseguenza: Piazza Affari si trova ora a un calo di -2,33%, che potrebbe però peggiorare di molto durante la giornata. Quelle peggio messe sono le banche, e con loro dunque i risparmi degli Italiani: il Banco popolare (-6,42%, ribasso teorico), Intesa sp (-4,69%), Ubi (-5,66%), Mps (-5,02%), Unicredit (-5,01%), e Mediobanca (- 6,22%). Tra gli altri titoli, sospesi Azimut (-3,43%) e Generali (-4,07%). Anche le altre borse europee sono in brusco calo, Parigi (-1,60%), persino Francoforte (-1,26%), e, ovviamente Madrid in maniera alquanto netta (-3,25%). Le Cassandre di una crisi non soltanto europea ma anche globale hanno uno spunto per le loro argomentazioni: anche le Borse asiatiche, in seguito ai crolli del Vecchio Continente, puntano verso il basso (Nikkei -1,68%).
Questi bruschi movimenti non faranno che aumentare i problemi del Governo, nonché le reazioni ansiogene della politica, specialmente in vista del mese di agosto, mese nel quale, a prescindere dai comportamenti governativi, la speculazione è particolarmente in agguato. Mario Monti solo pochi giorni fa si considerava insoddisfatto delle volubilità dei mercati, anche viste tutte le riforme, gli sforzi, da molti internazionalmente elogiati, e i tagli alla spesa fatti dal Governo. Ieri lo stesso premier ha citato De Gasperi affermando che “un politico vuole salvaguardare la propria rielezione, uno statista le future generazioni”, come a voler dire che non c’è certo speranza di un nuovo mandato, e forse a lui non interessa nemmeno.
I pericoli però sono sempre più forti per il mandato in corso, che potrebbe non arrivare a conclusione. Se persino Pierferdinando Casini, leader dell’UdC, afferma che se i partiti si mettessero d’accordo anche in vista di un governo in continuità con quello montiano, si potrebbe andare a elezioni in autunno, allora vuol dire che le possibilità di un’interruzione anticipata della XVI legislatura, con grande dispiacere del Presidente Napolitano, sono veramente alte. Tutti lo sanno e proprio per questo si stanno formando gli schieramenti e si stanno svolgendo sondaggi, quest’ultimi molto in voga soprattutto da parte piedillina.
Una politica confusionaria e elettoralmente pericolosa però non può fare altro che spaventare ulteriormente i mercati, che se si disinteressano di Monti, temono come la peste i politici italiani, specialmente quelli del passato Governo. E’ per questo che le speranze si affievoliscono sempre di più. Innanzitutto per il malato numero 1, cioè la Grecia: il Bild ha rivelato il default potrebbe arrivare già a settembre per il Paese ellenico, e i Ministri tedeschi già parlano di una possibile uscita dall’euro. A questo punto, la Spagna potrebbe non arrivare a Natale. E se così sarà, dopo arriverà il nostro turno.












