Le piante “illegali” nel nostro Paese, soluzioni per l’ambiente e la salute?

di Nicole Colombi

Uno dei problemi più spinosi del nostro tempo, che riguarda buona parte del nostro pianeta e di cui non si è ancora trovata una soluzione, è quello dell’ambiente. Le numerosissime necessità della popolazione dei paesi industrializzati sono le cause dell’inquinamento dell’acqua, dell’aria, della terra e dello sfruttamento di materie prime che non sono infinite. Eppure una soluzione a questo problema apparentemente irrisolvibile c’è e risiede nella pianta più demonizzata della storia: la canapa.

La canapa è una pianta erbacea la cui altezza varia tra 1,5 e 2 metri fino, in alcune sottospecie, ad arrivare ai 5 metri, ha un fusto alto e sottile e ha la sommità ricoperta di foglie.  E’ una delle piante più produttive e data la sua crescita veloce sottrae la luce e soffoca le altre erbe, comprese quelle infestanti, con effetti migliori di un diserbante chimico.

Coltivata fin dall’antichità dalle più svariate civiltà può sostituire molte materie prime ed essere usata per creare oggetti usati quotidianamente, prima fra tutti la carta. Per produrre carta attualmente si utilizza, come tutti sappiamo, il legno degli alberi che viene sciolto attraverso degli acidi e poi sbiancato con dei composti di cloro molto inquinanti. Utilizzando il legno di canapa al posto di quello degli alberi si otterrebbe la carta senza il processo di sbiancamento e con una quantità di acidi inferiori della metà. Un’altra pianta che potrebbe essere sostituita dalla canapa è la pianta del cotone che richiede una quantità  maggiore di pesticidi ed è meno resistente.

Continuando nel nostro viaggio virtuale nel mondo in cui la canapa non è bandita scopriamo che sarebbe un’alternativa completamente biodegradabile alla plastica. Grazie alla cellulosa, infatti, contenuta all’interno di questa pianta, si potrebbero ottenere materie plastiche, non paragonabili a quelle sofisticate usate oggi, ma comunque utili come imballaggi e isolanti. Un altro ambito in cui la canapa potrebbe essere molto utile è quello della falegnameria; con i fusti della pianta, infatti, si potrebbero costruire tavole molto più flessibili di quelle in legno. Dulcis in fundo il business più danneggiato dalla coltivazione massiccia di canapa sarebbe quello che è anche il più dannoso: i combustibili. Grazie alla sua alta resa in massa vegetale, la canapa, è ideale per la produzione di combustibili da biomassa che sostituirebbero quelli derivanti dal petrolio avendo come beneficio la riduzione dell’effetto serra.

La famosa Marijuana, sostanza psicoattiva stupefacente, deriva dall’essiccazione delle infiorescenze femminili ed è il motivo ufficiale per cui questa pianta con grandi potenziali è bandita in quasi tutto il mondo.

Questa sostanza, però, ha anche usi terapeutici. Le applicazioni possibili accertate sono nei soggetti con inappetenza causata da farmaci chemioterapici e similmente nei soggetti anoressici, nella cura dell’asma, grazie alle sue capacità broncodilatatorie e nei casi di Sclerosi multipla con un efficacia sperimentata in molti casi.

Nonostante tutti i benefici che porterebbe l’abolizione del proibizionismo, sia per le persone che per l’ambiente, questa pianta è ancora, nella maggior parte del mondo, illegale.

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