Pubblicato il: lun, lug 23rd, 2012

A cosa serve essere campioni se nessuno ti ricorderà mai con affetto?

di Antonio Borsa

Zlatan Ibrahimovic, neo acquisto del PSG

«Il Paris Saint-Germain è un altro sogno che diventa realtà e un passo importante nella mia carriera. Sono molto felice di essere qui, volevo far parte di questo progetto e nella mia mente non ho avuto mai nessun dubbio. Voglio essere parte della storia di questo club e insieme festeggeremo i tanti trofei che porteremo a casa. Ringrazio Leonardo per avere reso possibile qualcosa che sembrava impossibile, avrò sempre un bel ricordo del Milan e di Milano. Li ringrazio e gli auguro tutto il meglio. Io ho dato il massimo nella stagione che sono stato lì. E’ un grande club e continuerà a fare bene anche senza di me».

Per i tifosi suonerà forse come una musica già sentita: è stato cosi quando lasciò la Juventus (“sono tifoso dell’ Inter da quando ero piccolo”), quando lasciò i Neroazzurri per il Barcellona (“è un sogno che si avvera”) e quando passò al Milan (“è un orgoglio giocare per la squadra più forte del mondo”). Parole, accompagnati si da molti fatti in campo (è indubbio che parliamo di un campione incredibile) ma saranno, queste parole e fatti,  in grado di permettergli di essere ricordato come merita?
Nel calcio si sa, più che il grande fenomeno, ciò che fa innamorare i tifosi di quel determinato giocatore è il suo lato umano e il suo attaccamento alla maglia; giocatori che per un paio di anni fanno le fortune di un club per poi tradirlo e passare dalla parte dei rivali suscita sempre malumore nel cuore degli appassionati.Per i tifosi è un qualcosa che Ibra non sembrerebbe capire, ma davvero è così? Ibra terrebbe al calcio solo per motivi professionali ed economici, senza legarsi ai colori delle maglie? Non scopriamo solo ora che questa visione romantica del calcio è morta e seppellita da tempo, nel nome del dio denaro e nel nome di quei trofei che ti permettono di entrare nella hall of fame dei grandi del calcio. Si rimane ancorati ad una società solo se essa può garantirti vittorie e tanti, tanti soldi, alla faccia di quelle bandiere alla Totti, che rifiutano il Real Madrid (e la possibilità di vincere il pallone d’oro) per amore di una squadra che al massimo gli permette di vincere la coppa Italia.

Una foto di Ibra al Milan

“Ha un carattere spigoloso, sì. Non cerca di piacere agli altri. Che lo si ami o meno, lui se ne frega. Si crogiola nelle controversie che provoca e che suscita. Quando ero alla Roma e lui alla Juventus ci siamo scontrati durante una partita. Ma è anche e soprattutto una persona di buon cuore. Quando siamo stati Campioni di’Italia con l’Inter, ha regalato un orologio a tutti i membri della squadra e dello staff tecnico. Ibra è un tipo super”

Molti parlano di lui come un ragazzo di cuore, dedito alla famiglia ed ai figli, molto legato anche alle amicizie, ma alcuni tifosi sembrano avere una visione diversa. Un tifoso può credere che Zlatan sia una persona speciale nel momento in cui abbandona una tifoseria che lo ha amato per passare ai rivali? I tifosi Juventini ne parlerebbero con odio, gli Interisti ripudierebbero il periodo in cui giocava per il biscione e i Milanisti lo accuserebbero di essere un mercenario.
Senza giudizi nel particolare, dalle critiche dei tifosi si può evincere il loro desiderio di assistere ad un sport  che non debba essere solo lavoro e business .

Clicca per iscriverti alla newsletter di Giornale Il Referendum e ricevere notifiche di nuovi articoli per e-mail.