Pubblicato il: sab, lug 21st, 2012

Strage al cinema: Denver sotto shock

di Gianluca Valotti

Lo scenario fuori dall’Aurora Theater di Denver

La prima uscita di un film è per molti un evento speciale. Una serata imperdibile, uno di quei momenti irrinunciabili, in cui si è disposti a spendere i pochi risparmi messi da parte, si è pronti a rinunciare ad altri divertimenti, a scordare per una sera la discoteca. Solo cinema, quel luogo così romantico, capace di raccontare storie d’ogni genere, emozionare, invitare a pensare, far sognare, un posto che unisce, perfetto per le giovani coppie, quelle di mezza età, per coppie anziane, famiglie desiderose di passare qualche ora unite, felicemente sedute su comode poltrone.

Seduti in una buia sala, davanti allo schermo ad assistere alle immagini proiettate, si è tutti uguali: spettatori di un evento significativo, di uno spettacolo che potrà essere rivisto più volte, ma nessuna visione sarà come la prima. Gli altri momenti non potranno essere così sorprendenti, non saranno in grado di trasmettere suspense quanto la primissima volta, perché si sa, la prima, che si tratti di film o altro, rappresenta un momento speciale, indimenticabile, un’emozione unica.

A Denver, in una sala dell’Aurora Theater si stava trasmettendo il nuovo film su Batman, l’uomo pipistrello, “The Dark Night Rises”: ragazzi e ragazze, uomini e donne pronti ad entrare entusiasti, da soli o in compagnia, per assistere all’ennesimo ritorno del famoso supereroe. Una gioia collettiva, un entusiasmo strozzato in gola, divenuto terrore quando verso la mezzanotte, un uomo col volto coperto da una maschera antigas, simile a quella indossata dal cattivo del lungometraggio, con a portata di mano due fucili, una pistola ed un coltello, è entrato nella sala cinematografica da una porta di sicurezza, ha aperto il fuoco e lanciato un ordigno in mezzo alla folla presente.

L’assassino, James Holmes

Dieci le persone morte sul colpo, due decedute in ospedale, cinquanta i feriti. Autore della strage il ventiquattrenne James Holmes, fermato ed immediatamente arrestato. L’assassino studiava alla Facoltà di Medicina del Colorado a Denver, ritiratosi dagli studi il mese scorso.

Inspiegabile il folle gesto: si continua ad andare in cerca di possibili spiegazioni, circondati da continui “Perché?”, “Come mai?”. Domande che non riceveranno risposte, verranno sepolte assieme alle vittime della strage di Denver, perché nessun quesito può cambiare eventi come questo, nessuna domanda ed eventuale risposta ha la capacità di riportare in vita chi ci ha lasciati.

La tragedia s’è fatta, chi ha sbagliato deve pagare, con la consapevolezza che nessuna condanna sarà mai pari alla delusione dei parenti, della gente vicina alle persone ammazzate. La speranza è che si possa salvare il salvabile, che i cinquanta feriti nelle mani della sanità, della buona sorte e per i fedeli in quelle di Dio, possano continuare a vivere, godere dei piaceri della vita non spegnendosi immeritatamente, da vittime di una pazzia.

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