Pubblicato il: gio, lug 19th, 2012

Matrimoni omosessuali, l’occasione persa per il Pd

di Leonardo Sartori

Il segretario del Pd Pierluigi Bersani all’Assemblea nazionale del partito

Nell’aria politica italiana si sente già l’odore di elezioni parlamentari: Berlusconi non perde tempo e si ripresenta come leader del Pdl (o Forza Italia), mentre il Pd ancora una volta parte con il piede sbagliato, evidenziando le grandi spaccature all’interno del partito durante l’Assemblea Nazionale terminata sabato scorso.

Vista da altri paesi, europei e non, la motivazione che ha condotto ad una discussione così acida e distruttiva nel seno dell’Assemblea fa solo che ridere, anzi, piangere. La polemica è iniziata quando la presidenza dell’Assemblea ha deciso di non sottoporre al voto la questione riguardante le unioni omosessuali, un ordine del giorno alquanto scomodo all’interno di un partito composto di un miscuglio di ideologie che in molte questioni non seguono la stessa linea. In questo caso è chiaro che la presenza degli ex democristiani provoca tensioni, a partire dalla presidente dell’Assemblea, Rosy Bindi. Questi sostengono che la questione era già stata votata all’interno della Commissione per i diritti del Pd; tuttavia, il testo non parla di unioni civili, bensì di diritti individuali, per lo meno. Dall’altro lato si è fatta portavoce la deputata Anna Paola Concia, che da sempre si batte per i diritti in materia di unioni civili per le coppie omosessuali. Ma Infine gli ex democristiani hanno avuto la meglio.

Il Pd differisce largamente dai grandi partiti del centro sinistra esteri, i quali sono invece più compatti e progressisti. Inoltre, bisogna considerare che l’Udc ha quasi tutte le carte in regola per essere un buon alleato del Pd nelle prossime elezioni; di fatto Casini stesso sottolinea che su temi etici non si potranno creare alleanze politiche, e probabilmente avrà gioito per la sconfitta della Concia, ma più che sua, dell’Italia. Il capogruppo in commissione politiche comunitarie si è infuriato, giustamente, rivendicando che “i diritti non sono un lusso ma sono fondamentali per la proposta riformista e non sono negoziabili.”

La critica più attinente è stata quella denunciata da Grillo, ovvero che il Pd stia vendendo diritti per voti, non lotta per le garanzie fondamentali dei cittadini italiani, bensì per raggiungere Palazzo Chigi. ciò nonostante, anche i grillini non sono da meno, con riferimento alle esternazioni in diretta tv di Francesco Perra, che fu però richiamato dal partito per omofobia.

Le questioni relazionate con l’omosessualità sono quasi tabù nella politica italiana, causa di un circolo vizioso di tipo sociale ben radicato nel nostro paese, basti pensare al manuale utilizzato per il concorso nazionale per Marescialli e Brigadieri che definisce l’omosessualità una degenerazione. Per una volta, il Pd avrebbe potuto dare una svolta per davvero, avrebbe potuto fare entrare in prima linea nel discorso politico i matrimoni omosessuali, per dare inizio a un processo progressista nel Bel Paese e così tagliare la testa al serpente che si morde la coda.

Al contrario, la Francia di Hollande è pronta per il grande passo avanti. Il Presidente dell’Eliseo non perde tempo e inizia a mettere in pratica il suo programma. Il primo ministro Jean-Marc Ayrault ha annunciato a inizio mese davanti al parlamento che dal primo semestre 2013 “il diritto al matrimonio e all’adozione sarà aperto a tutte le coppie, senza discriminazione”.

Rosy Bindi e Anna Paola Concia

L’italiana Bindi crede invece che i matrimoni omosessuali non siano previsti in Costituzione e che quindi non ci sia nessun motivo giurisdizionale di coprire questo vuoto legislativo. Ma allora dove va a finire l’articolo 3, pilastro dell’uguaglianza nel nostro ordinamento? Secondo la Bindi si può parlare di unioni civili, è insomma la terminologia che la infastidisce.

Ironia della sorte, mentre Bersani non si sbilancia, due figure del centro destra, Fini e Carfagna, prendono parte e si mostrano favorevoli alla regolazione delle unioni omosessuali, sebbene non definiti come matrimoni, ma comunque una svolta non da poco da parte dell’ex membro del Msi.

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