Le preoccupazioni di Londra, a meno di dieci giorni dalle Olimpiadi
di Gerardo Canteri
Mancano soltanto nove giorni alla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Londra 2012, anche se a dire la verità già da mercoledì 25 cominceranno i primi match di calcio, dove sarà senza dubbio sotto i riflettori la rosa olimpica che raggrupperà tutte le quattro nazioni del Regno Unito, che giocheranno sotto la stessa bandiera, la Union Jack, dopo trent’anni di inattività. Ma che aria si respira in questi giorni nella capitale britannica? Che ci fosse un po’ di tensione sarebbe stato più che normale, ma alcuni problemi che sono sorti in questi ultimi giorni di preparazione hanno a dir poco preoccupato i cittadini londinesi.
In realtà i cittadini della capitale britannica non hanno mai faticato a dimostrare preoccupazioni riguardo l’organizzazione dei Giochi. Già a febbraio i tabloid avevano pubblicato dei rapporti, secondo i quali l’aeroporto principale di Londra, Heathrow, non avrebbe retto l’enorme massa di passeggeri prevista per il periodo delle Olimpiadi, complici anche i tagli del governo Cameron che avevano interessato anche le agenzie delle guardie di frontiera. Il rapporto aveva scatenato un polverone tale da portare la questione in Parlamento, dove il Ministro dei Trasporti Damian Green dovette assicurare che il personale sarebbe stato incrementato durante le settimane olimpiche.
Sul finire del mese di marzo arrivò anche la notizia che l’esercito, per garantire la sicurezza della capitale durante la manifestazione, avrebbe dovuto installare diverse postazioni antiaeree intorno alle zone calde, anche sui tetti di alcune abitazioni. Nonostante le rassicurazioni del governo, che cercava di far notare ai cittadini come fosse più rassicurante il fatto di avere costantemente una pattuglia della polizia sotto casa, i residenti della Fred Wigg Tower hanno organizzato aspre proteste, tanto da chiedere il ricorso al governo. E proprio alla settimana scorsa risale la notizia della decisione del Tribunale, che legittima l’installazione delle postazioni sui tetti, in quanto giustificate e proporzionate alle norme anti-terrorismo.
I malcontenti si fanno sentire sempre di più, fino a quando durante quest’ultimo weekend è emersa l’ultima sconcertante verità. La società G4S, alla quale era stata affidata la gestione della sicurezza delle zone interessate alla manifestazione olimpica, ha ammesso di non essere in grado di fornire tutte le diecimila guardie richieste. Questo grande flop, che è arrivato a sole due settimane dall’inizio dei Giochi, ha costretto il governo a reclutare 3500 soldati dell’esercito per rimpiazzare i buchi lasciati dalla società privata.
E se gli organizzatori e i cittadini non se la passano bene, nemmeno gli atleti stanno avendo un inizio rilassato e confortevole. I primi, infatti, sono arrivati a Londra ieri, e i disagi non sono mancati. L’atleta Kerron Clement ha impiegato 4 ore per arrivare al villaggio olimpico dall’aeroporto internazionale di Heathrow, mentre gli autisti dei pullman delle squadre atletiche australiane e statunitensi hanno deciso incoscientemente di arrivare al villaggio olimpico passando per il centro, rimanendo intrappolati nel traffico per diverse ore.
Insomma, Dio salvi le Olimpiadi.












