Pubblicato il: mar, lug 17th, 2012

Australia, è allarme squali. Ma quali sono le spiagge più pericolose al mondo?

di Stefania Manservigi

Spiaggia a largo delle isole Wedge dove è avvenuto l’incidente

Cinque surfisti sbranati in dieci mesi, è questo il terribile bilancio che fa tremare l’Australia. Dopo l’ultimo attacco avvenuto nella giornata di sabato, e che ha causato la morte di un giovane 24 enne, il Governo studia le mosse da adottare per placare la paura diffusasi tra bagnanti e surfisti, che sta facendo vacillare l’industria turistica australiana. Se, infatti, fino ad ora la politica era stata quella di salvaguardare specie protette e a rischio di estinzione, alla luce degli ultimi avvenimenti il Governo sembra aver cambiato decisamente rotta.

Dopo aver ordinato la chiusura delle spiagge, in via precauzionale, è stata predisposta un’attività di scandagliatura dell’intero tratto di mare da parte del dipartimento per la pesca al fine di stanare l’esemplare di squalo bianco che sta diffondendo il panico tra la gente.  Per ora, però, i risultati sono deludenti, come ha fatto sapere Tony Cappelluti, responsabile dell’unità anti-squali: “Abbiamo uomini che pattugliano le coste fin dall’alba ma non abbiamo più segni dello squalo”. Un secondo avvistamento in realtà è avvenuto a sud di Perth, a poche ore dalla morte del 24enne, ad opera di due giovani sub che sono riusciti a riprendere l’evento con una telecamera, uscendone indenni. Nonostante i soldi che il Governo ha investito (si stimano circa 14 milioni di dollari) per cercare di limitare gli attacchi delle circa 165 specie diverse di squali che popolano quel tratto di mare, i numeri sembrano essere impietosi e sembrano obbligare lo stesso Governo a rivedere le politiche di protezione.

Ma i fatti successi in Australia, e che stanno facendo rapidamente il giro del mondo, hanno riaperto la questione riguardante la sicurezza delle spiagge.  Proprio nella stagione estiva, infatti, la spiaggia viene vista dai turisti come luogo di relax e divertimento, senza considerare spesso le insidie che può nascondere. Non solo la presenza di squali, infatti, può essere considerata un pericolo per la vita umana. Ma anche altri fattori incidono sulla sicurezza nei luoghi di balneazione. Sempre in Australia, infatti, troviamo un altro pericolo per i bagnanti. La presenza, nelle coste a nord dell’isola, delle cosiddette meduse assassine, specie che hanno provocato già la morte di diverse persone negli ultimi anni, e la permanenza in ospedale per diversi giorni dei più fortunati.

Cartello che avvisa della presenza di meduse assassine

Non solo l’ Australia però può essere considerata a rischio. Anche alcune coste americane, soprattutto della Florida, presentano pericoli da tenere in considerazione. E’ proprio situata in Florida la spiaggia in cui si presenta il più alto tasso di presenza di squali; stiamo parlando di New Smyrna Beach, nella contea di Volusia, dove nel 2007 si sono verificati 112 incidenti. Anche l’inquinamento delle acque non deve essere sottovalutato, potendo essere considerato uno dei maggiori fattori di pericolo per la salute umana. I mari considerati più a rischio di inquinamento si trovano sempre nel nuovo continente, e più precisamente nel Maryland e nel New Jersey.

Tornando in Florida, altri due rischi in cui gli sfortunati bagnanti possono incorrere sono quelli delle correnti e dei fulmini, che sembrano colpire con più facilità queste acque. Da non trascurare sono anche gli incidenti, tra natanti e barche. Anche in questo caso il primato spetta alla Florida, seguita a ruota dalla California. Nella scelta delle meritate vacanze, quindi, per evitare di incappare in tristi inconvenienti, sarebbe meglio tenere in considerazione tutte le sorprese che anche la spiaggia all’apparenza più paradisiaca può celare. Una notizia positiva, però, c’è: il vecchio continente, sembra proprio uno dei posti più tranquilli in cui concedersi il meritato riposo.

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