L’omosessualità è una ”degenerazione”, polemiche nell’Arma
di Lucia Di Blasio
Nei giorni scorsi una dura polemica ha investito l’Arma dei carabinieri.
La polemica è nata intorno al manuale utilizzato per il concorso nazionale per Marescialli e Brigadieri tenuto a Padova lo scorso 25 giugno.
Il manuale in questione è intitolato ”Sinossi per la preparazione al concorso per l’avanzamento a scelta per esami al grado di Marescialli aiutante s. Ups” datato 2011 e approvato dal colonnello Pasquale Santoro.
Nel suddetto manuale, nel paragrafo relativo alla compilazione del cartellino biografico <<Mod OP/46>> dei <<soggetti di interesse operativo>> ossia delinquenti abituali o ”professionisti del crimine”, tra le varie caratteristiche da annotare ci sarebbero anche le degenerazioni sessuali, poiché, come riporta lo stesso manuale, << l’istinto sessuale prende parte molto attiva nella formazione del carattere e nello sviluppo delle attività individuali>>.
Le principali degenerazioni sessuali secondo il manuale sarebbero: l’omosessualità, l’esibizionismo, il feticismo, il sadismo, il masochismo, l’incestuosità, la necrofilia e la bestialità (o zoofilia).
E’ stato proprio questo il punto che ha scatenato tanta indignazione, ossia il fatto che l’omosessualità venga, ancora, considerata una degenerazione sessuale.
Il testo così redatto potrebbe dunque fare intendere che un omosessuale sia in pratica “un presunto criminale”.
Sembrerebbe così di tornare in epoca medievale con Tommaso d’Aquino che associava l’omosessualità alla bestialità, inquadrandola nei peggiori peccati che l’uomo possa commettere. Così come accadeva in alcuni comuni italiani che consideravano l’omosessualità un reato tanto da scatenare delle vere e proprie cacce all’uomo.
Ma, in realtà, anche in questo periodo vi furono momenti di tolleranza, nonchè di approvazione, e alcune città, come Firenze, divennero quasi dei porti franchi.
Questo dovrebbe fare intendere quanto assurdo, nonchè pericoloso, possa essere oggi ritenere ancora una degenerazione l’omosessualità, soprattutto da parte dei corpi che devono proteggere e rappresentare i cittadini.
Anna Paola Concia, esponente del Pd ha denunciato: ”l’omofobia di Stato: quelli che dovrebbero difenderci – ha affermato- sono proprio quelli che si permettono di affermare che l’omosessualità è come la zoofilia, è una perversione, quindi se in fondo qualcuno aggredisce un gay è perché se lo sono cercato”.
Ed è stata proprio Anna Paola Concia la prima firmataria di un’interpellanza urgente rivolta ai ministri della difesa e delle pari opportunità. Nell’interpellanza si chiede come tale fatto sia potuto accadere, di indicare i responsabili della compilazione del manuale e quali iniziative intendano intraprendere a riguardo i ministri.
Aurelio Mancuso, presidente dell’Arcigay e fondatore di Equality Italia, ha dichiarato: ”E’ una storia che ha dell’incredibile, mi sembra di essere tornato indietro di decenni. Mi offende essere messo tra le degenerazioni sessuali, e come me dovrebbe sentirsi offeso ogni carabiniere gay.”
La reazione del Comando generale dei Carabinieri è stata immediata. Questi hanno precisato che l’inclusione dell’omosessualità tra le degenerazioni sessuali ”costituisce un errore materiale nella revisione del testo e trae origine da un modulo risalente nel tempo e superato. Abbiamo immediatamente disposto la formale abrogazione del modulo e la conseguente correzioe della pubblicazione”.
Le associazioni gay si sono dichiarate soddisfatte dell’immediata reazione.
Si spera che questo fatto possa portare ad una maggiore presa di coscienza e che errori di questo tipo non si ripetano in futuro dato che le parole, soprattutto se inquadrate in un ambito di potere, possono essere molto pericolose.













