Pubblicato il: sab, lug 14th, 2012

L’Olanda crede in Van Gaal, la Francia dà fiducia a Deschamps

di Gianluca Valotti

Louis van Gaal

E’ conclusa la partita di “Indovina chi?” durata una settimana. Sette giorni sono serviti a olandesi e francesi per mettere fine ai giochi, svelare l’identikit dei personaggi delle due partite giocate in contemporanea nello Stato francese ed in quello olandese.

Il personaggio transalpino è un uomo di mezza età, si chiama Didier e ha capelli brizzolati, occhi marroni, sa anche l’italiano, lingua imparata nei sei anni trascorsi in Italia. Anziano è invece il personaggio oranje, una persona seria, un girovago col naso schiacciato, con pupille azzurre. Uno dei due (indovinate chi?) è stato scelto per la prima volta, come sposo perfetto della squadra più imponente, amata, ammirata del Paese; se anziché parlar di calcio, si stesse parlando di donne, sarebbe definita la donna più bella della Nazione, ammirata e desiderata quanto Brigitte Bardot ai tempi d’oro o la bella modella Doutzen Kroes. Per l’altro è un ritorno al passato, riabbracciato da chi lo aveva sposato e poi mollato. Come se nel frattempo, negli ultimi dieci anni (tanto è passato da quel primo divorzio) ci fossero state altre esperienze con altri uomini, ma un po’ per insoddisfazione nessuna relazione fosse continuata. Ritrovatasi sola, la bellissima star si è ricongiunta al vecchio amato, lasciatosi anch’egli alle spalle relazioni intraprese girovagando qua e là, per tornare tra le sue braccia. A chi è informato e non ha avuto difficoltà a mettere i due uomini al posto giusto, vanno fatti i complimenti, agli altri van date le dovute informazioni.

Fine dei giochi, svelato il dilemma: Van Gaal è tornato ad allenare l’Olanda, scelto dalla federazione, Deschamps è chiamato, e non richiamato, nel medesimo ruolo in terra francese. Van Gaal al posto del dimissionario Van Marvijk, Deschamps in sostituzione di Blanc: per entrambi il difficile compito di riportare le Nazionali agli antichi splendori, a cominciare da prima possibile. Il primo degli obiettivi da raggiungere sta nel riuscire a qualificarsi ai prossimi Mondiali in Brasile, due gli anni a disposizione dei C. T. per dare una nuova immagine a due squadre in crisi.

Didier Deschamps

Sono passati diversi dì dall’ufficialità della scelta dei due allenatori di Francia e Olanda, dì in cui ci si è divertiti ad indovinare chi si sarebbe seduto sulle panchine vacanti. E’ stato bello, almeno per molti, giocare, ma si sa che il gioco è bello quando dura poco: è arrivato così il momento di mettere da parte “Indovina chi?”, nascondere la scatola e non rigiocarvi più per diversi mesi, persino anni. La parola gioco deve essere sostituita con lavoro, divertimento con obiettivi; il calcio resta ancora un gioco, quando si gioca bisognerebbe sempre divertirsi, indipendentemente dai risultati. Qui, però, non stiamo a parlare solamente di sport inteso come passatempo, tifo, passione: a questi livelli, allenare, giocare, è una professione e da tale vengono stabilite delle regole precise, ci sono importanti compiti da portare a termine. Nel calcio è facile passare da uomini di fiducia, con contratti milionari tra le mani, a persone scaricate, considerate fallimentari.

Vedremo quali ricordi lasceranno in queste annate i due tecnici, che immagini resteranno impresse nei milioni di tifosi e altrettanti appassionati. L’era di Van Gaal e quella di Deschamps sono iniziate da pochissimo: impossibile, ad esclusione dei veggenti, sapere come verranno ricordati, se aleggeranno ricordi di Nazionali vincenti o di grandi fallimenti, nel frattempo si sta a guardare, per poi giudicare. Giudizi che devono attendere, critiche e complimenti da accantonare: l’appuntamento è fissato per il 2014, a data da destinarsi.

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