Pubblicato il: gio, lug 12th, 2012

Nuovi sbarchi di migranti in Calabria e Sicilia, tra questi uno è finito in tragedia con il bilancio di 54 vittime

di Matteo Paolini

Il gommone sbarcato mercoledì

Proseguono gli sbarchi di migranti sulle coste del Sud Italia. Tre sbarchi nel giro di tre giorni. Il più recente è quello di ieri, settantaquattro immigrati di varie nazionalità sono sbarcati nella notte sulle coste di Isola capo Rizzuto, nel crotonese. I migranti, tra i quali tredici donne e 27 minori, sono stati notati da alcuni passanti che hanno avvertito le forze dell’ordine. Dopo essere stati rintracciati, gli immigrati sono stati portati nel centro di accoglienza Sant’Anna. Della nave che li ha fatti sbarcare nessuna traccia.

Mercoledì lo sbarco di un gommone con a bordo cinquantuno persone (39 uomini,11 donne e una bambina di circa 3 anni). L’imbarcazione è stata segnalata martedì da un guardacoste veloce del gruppo aeronavale della guardia di finanza di Messina a 60 miglia a sud di Portopalo di Capo Passero. Le persone a bordo sono state trasbordate sull’imbarcazione delle fiamme gialle. Il convoglio è arrivato nella notte nel porto di Pozzallo.

Martedì il ritrovamento di una barca a vela con a bordo venticinque immigrati di nazionalità siriana, tra i quali dodici donne, due delle quali incinte, un’ultraottantenne, e quattro bambini, è stata trovata incagliata la notte scorsa vicino alle coste reggine della Calabria da una motovedetta della Guardia di finanza, una volta trasbordati sull’imbarcazione italiana sono stati condotti a Roccella Ionica. Le loro condizioni sono buone e sono ospitati in una struttura del Comune.

La tragedia degli immigrati libici

È finita invece in tragedia la fuga dalla Libia per cinquantacinque persone. L’unico superstite è stato avvistato la notte scorsa da un gruppo di pescatori a largo delle coste tunisine, i quali hanno allertato la Guardia Costiera tunisina che ha soccorso il superstite. L’uomo è stato immediatamente portato all’ospedale di Zarzis, dove è ricoverato per assideramento e disidratazione. Operatori dell’UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) hanno incontrato in ospedale il sopravvissuto che ha dichiarato di esser partito da Tripoli a fine giugno. Dopo un giorno di navigazione l’imbarcazione sarebbe giunta in prossimità della costa italiana ma i forti venti l’avrebbero spinta indietro. Nel giro di pochi giorni il gommone ha iniziato a sgonfiarsi.

In base alla testimonianza del sopravvissuto non c’era acqua a bordo e i passeggeri avrebbero iniziato a morire uno a uno di disidratazione. Molti, compreso il superstite, hanno bevuto acqua marina. L’uomo è stato soccorso mentre era aggrappato ad una tanica.

Secondo quanto riportato dall’uomo circa la metà dei deceduti erano di nazionalità eritrea, compresi tre suoi parenti. ”Mi appello ai comandanti delle imbarcazioni nel Mediterraneo affinché prestino la massima attenzione a possibili casi di migranti e rifugiati in difficoltà che richiedono d’essere soccorsi – ha detto T. Alexander Aleinikoff, vice dell’Unhcr – Il Mediterraneo è uno dei tratti di mare più trafficati del mondo ed è fondamentale che l’antica tradizione del salvataggio in mare continui ad essere rispettata.”

Dall’inizio dell’anno a oggi circa 1.300 persone sono giunte via mare in Italia dalla Libia. Un’imbarcazione con cinquanta fra eritrei e somali è tuttora in mare aperto dopo che ieri i passeggeri hanno rifiutato il soccorso delle Forze Armate Maltesi. Nel 2012 fino ad ora sono giunte a Malta circa 1.000 persone, in quattordici sbarchi. Altre due imbarcazioni sono state intercettate dai maltesi ma hanno continuato il loro viaggio verso l’Italia. L’Unhcr stima che quest’anno siano circa 170 le persone morte o disperse in mare nel tentativo di giungere in Europa dalla Libia.

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