Chi è Vittorio Grilli, il nuovo Ministro dell’Economia
di Stefano Capponi
Tra Paesi in coma forse irreversibile come la Grecia, e Paesi che nel baratro ci stanno cadendo come la Spagna, impegnata a reprimere le proteste anche violente per i tagli alla spesa e agli stipendi, un Paese al limite del burrone come l’Italia nomina il suo nuovo Ministro dell’Economia: Vittorio Grilli.
Inutile dire come la necessità di una nomina del genere venga fuori in tutta la sua evidenza nel momento di terribile crisi che stiamo vivendo: se Mario Monti dopo le recenti vittorie europee sembra molto forte sul piano internazionale, ha ancora molti problemi sul piano interno. Per convincersi di ciò, basta vedere i dati OCSE sulla disoccupazione, nonché sulla produzione industriale e del suo drastico calo, del -6,9% in un anno.
Dati allarmanti, che hanno convinto il premier a smettere di indossare l’interim all’ex Ministero di Finanze e Tesoro e di affidarle a Vittorio Grilli.
Vittorio Grilli, bocconiano come il premier, milanese, economista: inizia la sua carriera in ambito accademico, come assistente a Yale e poi come docente all’Università di Londra. Ha sempre avuto, salvo una breve parentesi nella Credit Suisse, ruoli pubblici: ha avuto una grande esperienza ministeriale, piuttosto “bipartisan”. Dopo essere passato a ruoli dirigenziali nel Ministero dell’Economia, è diventato Ragioniere dello Stato, per poi essere promosso a Direttore Generale del Tesoro dal 2005 al 2011, sotto il berlusconiano Domenico Siniscalco, il prodiano Tommaso Padoa-Schioppa, e infine Giulio Tremonti.
E proprio da Tremonti pare che Grilli abbia sempre ricevuto stima: la cosa è saltata all’occhio delle cronache politiche dopo le dimissioni di Mario Draghi da Presidente della Banca d’Italia per andare al posto del Presidente della Banca Centrale Europea, quando per la sostituzione dell’allora chiamato Supermario (oggi sostituito da altri con lo stesso nomignolo) confliggevano vari nomi, tra cui quello dello stesso Siniscalco e di Fabrizio Saccomanni, Direttore Generale di Palazzo Koch, Lorenzo Bini Smaghi all’epoca dirigente della BCE sotto veto di Sarkozy, e altri ancora. Si optò infine per una soluzione di compromesso, nominando l’attuale Governatore Ignazio Visco.
Vittorio Grilli è sempre stato considerato un Ciampi-boy: dell’ex Presidente della Repubblica, del Consiglio ed economista Governatore della Banca d’Italia è sempre stato sostenitore, sin dalla gioventù. Racconta infatti: “Prima che l’Italia entrasse nell’Euro avevo la barba e feci una promessa al ministro di allora, Carlo Azeglio Ciampi, che se riuscivamo ad entrare me la sarei tagliata. E infatti me la sono tagliata e da allora è così e non ho intenzione di farla ricrescere.”
Chissà se in questi periodi oscuri, in cui l’economia europea e la moneta unica sono in fortissima crisi, riuscirà a contribuire al loro salvataggio o dovrà cominciare a conciarsi come un hippy.












