Pubblicato il: mar, lug 10th, 2012

Spending review: Balduzzi si apre al confronto con le Regioni

di Claudia Parmiggiani

Renato Balduzzi Ministro della Salute

“I posti letto pubblici secondo le prime stime provvisorie diminuiranno di settemila unità a partire dal 2013” queste le parole del Ministro della Salute Renato Balduzzi ad un convegno del Pd sulla sanità. La spending review ha portato il Governo al taglio dei posti letto negli ospedali pubblici italiani, ma non è certamente una “pratica archiviata” perché, varato il decreto, la questione si sposta in Parlamento dove già qualcuno fa sentire le proprie perplessità sul provvedimento. Pierluigi Bersani, infatti, leader del Pd, teme un contrasto istituzionale con le Regioni riguardo appunto a sanità e misure sugli enti locali, paventa un possibile scontro e sostiene l’esigenza di qualche correzione. “Noi facciamo la nostra parte in Parlamento ma non vorrei che una rottura istituzionale tra Stato e Regioni rendesse ingovernabile il processo” precisa Bersani.

Niente di più lontano dalle intenzioni del Ministro Balduzzi comunque che, dopo aver annunciato il taglio dei posti letto, si è detto “a disposizione per discutere sulle misure relative alla Sanità”, mostrandosi dunque aperto al dialogo con le Regioni e di certo non propenso a far scricchiolare l’iter di riforme che si stanno faticosamente facendo strada. Balduzzi sottolinea inoltre, a scanso di equivoci e in difesa del provvedimento, che le misure della spending review “non sono dei tagli ma un tentativo di riqualificare la spesa in un momento di difficoltà e senza intaccare i diritti dei cittadini”. Il Ministro aggiunge infine, in risposta ad interpretazioni secondo cui le misure sulla sanità siano tagli lineari delle risorse, che nel complesso gli interventi previsti dalla sanità sono 7,9 miliardi di euro fino al 2014 e sono previsti anche meccanismi premiali per le Regioni che si dimostreranno più virtuose e oculati nella gestione dei meccanismi d’impresa.

Quello che è certo è che questo colpo alla sanità rischia di portare ad un ulteriore affollamento nei Pronto Soccorso e che un sistema di questo tipo favorisce i privati dal momento che sempre più cittadini per cui non potranno essere garantiti servizi sanitari dovranno rivolgersi a strutture private fuori dalle convenzioni con le Regioni.

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