Montezemolo attacca: “Tiburtina e Ostiense abbandonate a se stesse”
di Stefania Manservigi
Dopo l’entrata in scena nel panorama italiano del trasporto ferroviario con il suo innovatissimo treno Italo, ormai adibito a collegare la penisola facendo da concorrente alla da sempre poco amata dagli italiani Trenitalia, Luca Cordero di Montezemolo torna a far parlare di sé. Ed è dalle pagine di alcuni quotidiani nazionali, comprate appositamente come spazio pubblicità, che lancia una nuova denuncia. Ad essere colpite dalle parole dell’imprenditore emiliano sono le due stazioni romane Tiburtina e Ostiense, cuore e croce del trasporto ferroviario capitolino.
La situazione della stazione Tiburtina era stata già portata alla ribalta dalle cronache l’estate scorsa quando un incendio, la cui natura era rimasta controversa per i diffidenti cittadini romani, aveva costretto il rallentamento dei lavori e il blocco con non pochi disagi del traffico ferroviario interessante la capitale. Proprio per la sua posizione strategica Tiburtina è ritenuto uno dei nodi principali del trasporto su rotaie romano, convogliando qui tutti i treni provenienti da nord. E alla luce di questo sono stati commissionati lavori con lo scopo di trasformare la stazione Tiburtina nella nuova Termini.
Ed è quindi in questo contesto che si inserisce la denuncia della Ntv, società del Nuovo Trasporto pubblico presieduta da Montezemolo e avente tra i suoi membri anche Della Valle. A qualche mese ormai dalla fine dei lavori interessanti la stazione Tiburtina, la situazione appare desolante e di abbandono.
“Signor Presidente del Consiglio da anni lei non dimentica di rilevare, giustamente, il ruolo cruciale per lo sviluppo del Paese di una sana, equa, trasparente concorrenza. Eppure, al suo governo sfugge, forse, lo stato di abbandono della Stazione Tiburtina” scrive Montezemolo.
Nonostante, infatti, lo scalo romano sia già stato inaugurato per ben due volte e nonostante i costi non proprio esigui dei lavori (si stimerebbero circa 300 milioni di euro a carico dei contribuenti), lo scenario attuale è quello di un deserto. Non esistono infatti ancora indicazioni per i passeggeri, bar, librerie, edicole, ristoranti, negozi, segnaletica. Una cartolina davvero triste, per una città attraversata ogni giorno da migliaia di turisti da tutto il mondo.
Ma neppure la stazione Ostiense è stata risparmiata dalle critiche impetuose di Montezemolo. Proprio in questa stazione capitolina, infatti, è presente una gabbia che imprigiona i viaggiatori “costringendoli a un’assurda e insicura gimkana per raggiungere i binari“. Davvero non un bello spot per la penisola intera.
La risposta di RFI non si è fatta attendere. Ecco infatti la replica della società che gestisce la rete ferroviaria italiana: “E’ falso dichiarare che la stazione Tiburtina sia costata ai contribuenti 300 milioni. Come noto, dichiarato e pubblicato ampiamente dai media, la nuova stazione ponte, per la parte commerciale e di servizi alla clientela, è costata circa 140 milioni di euro, interamente coperti da un’operazione di project financing. Pertanto, neppure un euro è stato sborsato dai contribuenti per la realizzazione della stazione. Come forse noto anche agli azionisti di Ntv nessun locale, immobile e, segnatamente, nessuna stazione nasce con spazi commerciali già operativi. Alla fine di novembre dello scorso anno, l’edificio di stazione è stato ultimato e quindi inaugurato. La gara lanciata da Rfi per l’individuazione del soggetto deputato alla gestione della stazione si è conclusa con l’assegnazione dell’incarico a Grandi Stazioni che sta entrando in questi giorni nella gestione operativa e commerciale. Una tempistica fisiologica. Fin dall’inaugurazione della nuova stazione, inoltre, sono garantiti tutti i servizi ferroviari ai viaggiatori che la utilizzano.”
E per concludere: “Relativamente alla ‘gabbia’ di Ostiense, stupisce la sorpresa e la denuncia di Ntv: la cancellata è sempre esistita; quando Ntv ancora non esisteva, l’immobile fu venduto da Rfi ai privati con la cancellata presente sul contratto per ragioni di sicurezza; e Ntv, quando ha liberamente scelto di prenderla in subaffitto, doveva saper quali erano i vincoli che soggiacevano sulla proprietà. E’ quindi l’ennesima strumentalizzazione di un dato volutamente riportato in maniera distorta per ingenerare nell’opinione pubblica una rappresentazione della realtà del tutto falsa. Per queste ragioni RFI sta valutando ogni più opportuna iniziativa a tutela della propria immagine e della correttezza del proprio operato”.
Una querelle quindi destinata a protrarsi, in attesa di eventuali sviluppi pratici. E intanto i cittadini aspettano.












