Pubblicato il: lun, lug 9th, 2012

Dagli Stati Uniti nuovi spiragli per la ricerca sui tumori: i geni la vera causa del cancro

di Anna Chiara Sardella

 Lo sforzo che la ricerca americana  sta conducendo sui tumori si sta orientando ora sull’osservazione del comportamento dei geni e non più sui tessuti dei vari organi colpiti. Il disperato episodio della Washington University costituisce un importante traguardo testimoniando come i ricercatori nel mondo, da un’ottica diversa, stanno imboccando una strada nuova nella lotta contro leucemia e cancro.

Il Dottor Timothy Ley

Quando un anno fa il dottor Lukas Whartman si ammalò di leucemia limbo plastica, non c’era nessun metodo di cura che potesse arrestare la veloce metastasi in atto. Questo male oscuro lo stava consumando rapidamente, rientrando in quei casi in cui le “cellule maligne” stavano distruggendo velocemente il paziente, tutto questo sotto gli occhi dei suoi colleghi dei quali nessuno aveva mai osservato il profilo genetico della leucemia limbo plastica. Così i ricercatori e colleghi di Whartman, uniti in un team guidati dal dottor Ley, decisero di intraprendere un metodo mai testato prima.

Comparando i geni delle cellule sane con quelli delle cellule malate, lavorando giorno e notte, sono riusciti ad rintracciare il colpevole: un gene normale che lavorando in modo inarrestabile produceva proteine in surplus che si suppone alimentassero la crescita della leucemia limbo plastica.

Per rimettere a posto il gene impazzito il dottor Whartman ha iniziato ad assumere un nuovo farmaco, il Sutman già in commercio da poco, usato per curare il cancro al rene, e le cui dosi giornaliere costano ben 300 dollari al giorno. A gennaio di quest’anno, i controlli medici hanno constatato che il cancro era in fase di involuzione.

La preziosa conclusione a cui il team della Washington University è arrivato è che un cancro è scatenato e alimentato dal gene e non dal tessuto dell’organo colpito da esso. “Finché non sai qual è la causa del cancro di un paziente, non hai possibilità di attaccarlo correttamente” dichiara il dott. Ley. “Negli ultimi 40 anni abbiamo mandato generali in battaglia senza una mappa del campo di battaglia. Ciò che stiamo facendo ora è costruire la mappa”. A questo punto, sempre secondo i risultati di questa ricerca, lo scenario si complica: come sostiene l’autorevole quotidiano The New York Times, se il comportamento della patologia in un singolo paziente dipende dai geni vuol dire che i farmaci usati saranno in rapporto con le individuali mutazioni del tumore e andranno a colpire il male in diverse e numerose aree.

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