Vendola e De Magistris a confronto con Syriza
di Edoardo Chiozzi
“Qui siamo tutti europeisti” concordano i partecipanti a conclusione del dibattito tenutosi lo scorso lunedì sera al festival di Sherwood a Padova. Sembra essere questo il comune denominatore tra il leader di Sel e governatore della Puglia Nichi Vendola, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris e Panos Lamprou esponente di spicco di Syriza, la forza politica che alle ultime elezioni greche ha raggiunto il 27% dei voti, superando di gran lunga la cosiddetta sinistra riformista del Pasok fermatasi al 13% ed entrata a far parte della maggioranza a sostegno dell’esecutivo assieme agli storici rivali, i conservatori di Nuova Democrazia.
Un’altra Europa è possibile verrebbe da dire ascoltando le parole di Lamprou, lui che in Italia c’era già stato nel 2001 al G8 di Genova. Chissà, si pensa ascoltandolo, come starebbero oggi la Grecia, l’Italia e più in generale l’Europa se le rivendicazioni del Movimento dei movimenti fossero state ascoltate invece che represse. Comunque oggi il rappresentante di Syriza, spiega come sia doverosa e possibile la costruzione di un’alternativa alle politiche del rigore imposte dalle banche e dalla Merkel, descrivendo più dettagliatamente cos’è Syriza “il riferimento è l’Eurocomunismo…, non è ne un partito ne un’alleanza politica, Syriza è a metà tra il partito e l’alleanza politica”, si tratta dunque dell’unità di tante piccole e diverse anime della sinistra “ci sono socialisti, maoisti, marxisti leninisti e speriamo di allargarci ancora ad altre forze come i verdi”, tutti insieme per cercare di essere concretamente fonte di cambiamento. A proposito, Syriza ha rifiutato le proposte avute per entrare a far parte del governo con gli altri due partiti, e Lamprou chiarisce: “staremo all’opposizione, per arrivare un giorno a governare e cambiare la Grecia”, anche perché c’è molta aspettativa nel popolo greco per Syriza, e come sottolineato, la lista è stata la più votata dai disoccupati, dagli impiegati del settore pubblico e del privato e nei i quartieri popolari.
De Magistris e Vendola concordano nel bisogno della costruzione di un’alternativa e non di semplice alternanza. Il leader di Sel riprendendo quanto detto da Lamprou ricorda che “quando nacque Sel dissi che più che il partito mi interessava la partita”, evidenziando come sia importante mettere da parte singole bandiere e concentrarsi sulla concretezza e l’unità. Concretezza che come ricorda Luigi De Magistris lui può svolgere da sindaco, adottando provvedimenti come l’assunzione del registro delle coppie di fatto che estende i diritti di coppia al comune di Napoli, l’assegnazione della cittadinanza onoraria a tutti i figli degli immigrati nati nel comune, oppure più semplicemente la chiusura alle macchine del lungomare per renderlo più vivibile ai cittadini.
Nessuno dei due crede in alleanze anomale per il mero fine dell’alternanza, spiegando come non siano proponibili e non siano nemmeno disposti a fare equivoche somme di liste che portino a governi come quello di Monti. L’ironia poi ha preso spazio sul palco quando si è parlato di come telegiornali e media nazionali hanno raccontato in modo univoco i “successi” di “super” Mario Monti in Europa.
Forse da questa serata potrà nascere una nuova foto, dopo quella di Vasto ormai sbiadita, quella di Sherwood?












