Borghezio spara a zero su Napolitano e Garibaldi, il neo-segretario Maroni lo gela
di Gerardo Canteri
Quando c’è di mezzo Mario Borghezio, la notizia è assicurata. Classe 1947, torinese, eurodeputato della Lega Nord dal 2001, è stato per quasi un anno anche Sottosegratario al Ministero della Giustizia. Ma forse è più conosciuto in quanto esponente sanguigno di quell’ala radicale della Lega Nord molto vicina al razzismo e alla xenofobia. «Se lo mettano bene in testa [i mussulmani] o lo Stato provvede con una nuova legge, oppure andiamo a prenderli per la barba uno per uno e li sbattiamo fuori a calci nel c…» gridava nelle piazze gremite di bandiere padane, oppure «Pensate se ai nostri nonni avessero raccontato che noi ci lasciamo togliere le nostre tradizioni da una banda di cornuti islamici di m..». Potremmo dire che si tratta di un personaggio che raramente passa inosservato.
Ieri l’eurodeputato era ospite al programma “la zanzara” di Radio 24, e nemmeno questa volta ha tradito le aspettative. Parlando del sindaco di Verona, Borghezio ha commentato: «Fa bene Tosi a esporre la foto perché Napolitano è anziano, metti che muore domani, aggiunge un velo nero ed è già pronto». L’eurodeputato ha aggiunto anche che la foto del Presidente della Repubblica andrebbe bene in qualche polveroso ufficio degli archivi di stato centrale, “in ricordo del passato in memoria dell’Italia unita, per fortuna poi è arrivato Bossi”.
Parole che, anche fossero state dette con una leggera ironia, sarebbero comunque state estremamente pesanti, visto che non sono state dette da un cittadino comune, bensì da un europarlamentare italiano in diretta ad un programma radiofonico. Talmente pesanti che nella tarda serata di ieri Roberto Maroni ha commentato: «Le parole pronunciate dall’onorevole Mario Borghezio sul presidente della Repubblica sono sgradevoli e fuori luogo». Un rapido commento del neo-segretario federale che però gela la situazione.
Una situazione che, probabilmente, dovremo abituarci a vedere, in quanto la linea di Maroni a primo impatto sembrerebbe protesa verso una trasformazione del partito, verso una maggior istituzionalizzazione della Lega.
Sempre durante la puntata di ieri de “la zanzara”, Borghezio non poteva lasciarsi sfuggire l’occasione per esporre le sue idee anche in merito all’Unità d’Italia. «Garibaldi una leggenda? Manco per le palle. Garibaldi eroe? Ma quando mai, al limite è l’emblema dell’Italia delle mazzette. I monumenti e le statue andrebbero distrutti e comunque stanno cadendo a pezzi da soli. Se ci fosse qualcuno esperto in materia di bombe non ci sarebbe neanche da vergognarsi, senza creare problemi di sicurezza. Anche perché il personaggio sta veramente sui c…. Quando ci sara’ la Padania – conclude Borghezio – sostituiremo tutte queste statue con quelle di Bossi, colui che ci ha guidato all’indipendenza, che ha fondato il movimento di liberazione».













