Ma che “razza” di coraggio
di Richard Zanotto
Parliamo di coraggio. Sì, di quella ricorrente ed assolutamente piacevole sensazione che ci pervade in certi precisi momenti in cui veniamo chiamati a superare certi nostri limiti, siano essi fisici che mentali. Immaginate, quindi, di applicare quel fervore nell’abbandonare un cane.
Se ne è parlato sempre molto, ma fino a prova contraria, la parola “molto” non si scrive nella stessa maniera di “abbastanza”. I numeri parlano sempre chiaro: a fronte dei 7 milioni di quattro zampe che sono regolarmente coccolati nelle famiglie italiane, vi sono un milione di randagi, ulteriormente classificabili secondo la loro tragica natura di provenienza: 100mila sono coloro che finiscono lungo le strade del dolore e nelle autostrade che portano via vite alla stessa velocità con la quale sfrecciano via i sorrisi omicidi degli ex-proprietari.
Succede prevalentemente d’estate e, secondo degli studi, non cambia il “modus” dell’abbandono. Inutile dire che oltre il 68% di tutti i cani che vengono abbandonati finisce col perire a pochi metri dal luogo in cui sono stati lasciati. Oltre a loro vi sono ben 600mila cani randagi “per natura”. Passando a numeri che affievoliscono questo silenzioso dolore, sono 1000 gli euro di multa che i boia devono pagare se colti nell’atto di lasciare per strada un cane. Lo stabiliscono i commi della legge 189 del 2004 che, nella sua estesa articolazione si occupa anche dei randagi. A partire dal 1991 la legislazione, con la normativa in materia di animali da affezione e prevenzione del randagismo, offre a questi “angeli muti” la possibilità di avere voce adatta a farsi sentire anche da coloro che si tappano le orecchie con l’infame cerume dell’essere disumano. Verona è presente e attiva per tutto ciò, sin dal 2009.
Per saperne di più, visitate www.legadifesadelcaneverona.it












