Pubblicato il: lun, lug 2nd, 2012

Ma che “razza” di coraggio

di Richard Zanotto

Un manifesto contro l’abbandono dei cani

Parliamo di coraggio. Sì, di quella ricorrente ed assolutamente piacevole sensazione che ci pervade in certi precisi momenti in cui veniamo chiamati a superare certi nostri limiti, siano essi fisici che mentali. Immaginate, quindi, di applicare quel fervore nell’abbandonare un cane.

Se ne è parlato sempre molto, ma fino a prova contraria, la parola “molto” non si scrive nella stessa maniera di “abbastanza”. I numeri parlano sempre chiaro: a fronte dei 7 milioni di quattro zampe che sono regolarmente coccolati nelle famiglie italiane, vi sono un milione di randagi, ulteriormente classificabili secondo la loro tragica natura di provenienza: 100mila sono coloro che finiscono lungo le strade del dolore e nelle autostrade che portano via vite alla stessa velocità con la quale sfrecciano via i sorrisi omicidi degli ex-proprietari.

Succede prevalentemente d’estate e, secondo degli studi, non cambia il “modus” dell’abbandono. Inutile dire che oltre il 68% di tutti i cani che vengono abbandonati finisce col perire a pochi metri dal luogo in cui sono stati lasciati. Oltre a loro vi sono ben 600mila cani randagi “per natura”. Passando a numeri che affievoliscono questo silenzioso dolore, sono 1000 gli euro di multa che i boia devono pagare se colti nell’atto di lasciare per strada un cane. Lo stabiliscono i commi della legge 189 del 2004 che, nella sua estesa articolazione si occupa anche dei randagi. A partire dal 1991 la legislazione, con la normativa in materia di animali da affezione e prevenzione del randagismo, offre a questi “angeli muti” la possibilità di avere voce adatta a farsi sentire anche da coloro che si tappano le orecchie con l’infame cerume dell’essere disumano. Verona è presente e attiva per tutto ciò, sin dal 2009.

Per saperne di più, visitate www.legadifesadelcaneverona.it

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