Pubblicato il: sab, giu 30th, 2012

Storie di (stra)ordinaria generosità

di Michele Zagni

Milano come Gotham City. Un anonimo supereroe si aggira per la città, aiutando i più deboli a raddrizzare i torti della vita, senza maschera da pipistrello né bat-mobile, armato solo di grande disponibilità finanziaria e desiderio di aiutare.

Gaspare Tumminello, cinquantaquatrenne milanese, era salito agli onori della cronaca del Corriere Milano a maggio, per aver in pochi anni a causa dei debiti perso lavoro e casa, cui si è aggiunto il ricevere la diagnosi di un tumore maligno allo stomaco. Di giorno andava in ospedale per fare la chemioterapia, di notte lottava con dolori e nausea nell’unico bene rimastogli: la sua macchina.

Oggi Gaspare ha un letto su cui dormire, un affitto, spese incluse, già pagato, la macchina al riparo in un box: il tutto grazie all’intervento di un anonimo benefattore che un giorno ha bussato al finestrino della sua macchina, gli ha trovato un alloggio, gli ha allungato un assegno, e dopo avergli augurato il successo delle cure, se ne è andato raccomandandogli di non arrendersi mai.

Di colleghi di sfortuna Gaspare ne ha tanti ed alcuni di essi, anche senza finire sul giornale, hanno ricevuto un aiuto insperato dallo stesso anonimo personaggio: c’è la pensionata del quartiere popolare, indebitata e che non poteva permettersi un frigorifero, chi era arrivato a lavorare giorno e notte ed a chiedere l’elemosina per far studiare i figli.

Il misterioso benefattore ha anche aiutato un pensionato che portava a scuola i figli di una coppia senza casa, per farlo però doveva pagare una tassa, l’Ecotass, per l’attraversamento del centro di Milano con la sua vecchia macchina: gli ha regalato una auto nuova, con bollo e assicurazione già pagati. La risposta alla domanda del cronista: “Perchè?” E’ stata la seguente: ”L’ho spiegato ai miei figli. Chi ha deve aiutare chi non ha. Il valore dei nostri gesti è direttamente proporzionale a quello di cui ci priviamo per aiutare gli altri. Credo abbia più peso il gesto di un pensionato che rinuncia a venti euro che non quelli come me, che non devono rinunciare a nulla. Nemmeno al superfluo.”

Per una volta è bello raccontare la storia di chi rinuncia al proprio egoismo per dare una mano concreta, valida, diretta, a chi ne ha più bisogno: non servono a nulla i discorsi pomposi, le mille promesse, le assicurazioni che ci sarà sostegno per le classi disagiate. Serve il frigorifero a Noemi, la casa a Gaspare, una macchina ad Aldo per portare a scuola i bimbi di persone ancora più povere di lui, i soldi per fare studiare i figli di Salvatore.

I 100.000 euro del Dalai Lama in visita ai terremotati dell’Emilia. La raccolta di offerte dei fedeli delle parrocchie di tante parti d’Italia nelle ultime settimane. Le parole del Papa “Fin dai primi giorni sono stato sempre vicino a voi con la preghiera e con l’interessamento. Ma quando ho visto che la prova era diventata più dura ho sentito più forte il bisogno di venire di persona in mezzo a voi” pronunciate a Rovereto di Novi da dove ha “abbracciato idealmente” i colpiti dal sisma. Gli abitanti di Mirandola ringraziano sentitamente.

“Ho lavorato nel mondo delle grandi banche e posso garantire che ci sono centinaia di manager con entrate milionarie che potrebbero fare quel che ho fatto io: ma forse voltano la pagina di cronaca, preferiscono quella degli spettacoli… “. Questa la spiegazione del come il misterioso benefattore possa permettersi economicamente la sua generosità, ma più interessante, credo, sarebbe capire perchè lui non ha preferito i pomposi discorsi o la pagina degli spettacoli.

Con la speranza che articoli simili non vengano più scritti, che questi comportamenti non facciano più notizia.

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