Il nuovo ministro delle finanze greco che nel 2008 affermava “Il capitalismo… cade sempre nella spirale della speculazione…”
di Anna Chiara Sardella
Scampato lo shock, in Grecia si osanna la salvezza ad opera di un tecnocrate a palazzo scelto dal primo ministro Antonis Samaras: ateniese, classe 1956, Yannis Stournaras è professore di economia all’Università di Atene e direttore della Fondazione per la ricerca economica ed industriale. Il nuovo ministro dispone di un curriculum invidiabile e di una lunga gavetta all’estero. Dopo essere tornato nel 1986 da un lungo periodo all’Università di Oxford, è stato consulente speciale del ministro delle finanze e della Banca di Grecia rappresentandola alle riunioni dei governatori della Banca Centrale Europea.
A quanto pare Stournaras ha sempre denunciato la situazione di corruzione del settore pubblico e deficit delle bilance di pagamento dello stato greco. La corruzione per l’appunto è il problema principale, ammesso di fronte a tutti insieme all’occultamento del buco di bilancio che Karamanlis aveva nascosto all’europa.
Ascoltando le parole di un liberale conservatore ovvero “Il capitalismo… cade sempre nella spirale della speculazione, panico e crolli finanziari”, il precipuo problema delle finanze elleniche è dovuto ad una cattiva gestione delle risorse pubbliche, resosi ancora più pesante dalla crisi dei mercati che in Grecia ha iniziato ad allargare il buco nel 2009. Allora in un momento in cui la situazione stava peggiorando sia il governo italiano che quello greco hanno continuato nella loro politica economica sconsiderata, negando, come nel caso italiano, addirittura che ci fosse una crisi.
Insomma ma alla fine i paesi del nord hanno ragione ad essere così diffidenti nei confronti del Mediterraneo? Mentre Mario Monti mostra i denti contro l’ostinazione di Angela Merkel una spiegazione ci arriva dall’economista Marcello De Cecco, che alle telecamere del corriere.it spiega chiaramente: “il problema della Grecia è nel suo complesso molto piccolo, poteva essere risolto subito in un giorno ma gli altri paesi dell’Unione non vogliono che il Paese se la cavi a spese nostre”; gli “altri” sarebbero i paesi del nord Europa ricordando che in passato gli ellenici hanno già ricevuto degli aiuti dall’Unione.
Pare di capire che presso di loro sarebbe catastrofico “farla passare liscia” ai paesi indisciplinati che hanno disperso scioccamente le risorse comuni. Ma è giusto far fallire un intero sistema sia economicamente che politicamente? In effetti non sono ancora chiare le posizioni europee, non si capisce che tipo di unità possa salvare il sistema, un’unità anche sociale sempre più in pericolo: in questi giorni infatti al vertice europeo di Bruxelles si sta discutendo di un possibile fondo per la crescita e risulta perciò chiaro che si vuole far ripartire le economie in maniera indiretta.
Tornando a Stournaras, all’uomo che più di tutti ha criticato il sistema greco troppo statalizzato ma sostenendo allo stesso tempo la regolamentazione, spetterà il compito più difficile: scontrarsi con un paese che ha sempre goduto di un forte supporto statale, e con la difficile elezione del settimo vicepresidente che in questo caso dovrebbe appartenere alle file di Alba Dorata di matrice neonazista, la cui carica spetta di diritto essendo stato tra i primi quattro partiti principali usciti dalle elezioni.













