Il Regno Unito potrebbe ancora entrare nell’euro. Parola di Tony Blair
di Gerardo Canteri
Da diversi anni osservatore esterno della politica, Tony Blair ha recentemente rilasciato diverse dichiarazioni che potrebbero far intendere un suo ritorno, magari come leader indiretto dei laburisti. “Una volta che la crisi economica si sarà placata, il Regno Unito dovrebbe prendere in considerazione l’eventualità dell’adesione all’euro”, ha dichiarato l’ex primo ministro ieri. Parole che pesano, in un Paese dove l’ultimo sondaggio ufficiale metteva in luce come il 54% dei britannici fossero contrari alla moneta continentale.
Tony Blair, intervistato nel programma della BBC “Andrew Marr Show”, ha dichiarato che l’abbandono della sterlina può aiutare la Gran Bretagna a competere con le potenze emergenti, come la Cina o l’India. Le sue parole arrivano in un momento particolare, visto l’ormai prossimo summit di Bruxelles della prossima settimana, dove i leader europei si incontreranno in un vertice cruciale per l’economia europea.
“C’e bisogno di un grande piano per risolvere la crisi, e per farlo bisogna trattare i debiti di uno come i debiti di tutti, cosa molto difficile da fare per una nazione come la Germania”, ha aggiunto l’ex primo ministro, “e significa che altri paesi europei hanno bisogno di riformare precisi settori problematici in modo da far tornare l’intera Europa competitiva”.
Blair ci ricorda che c’è una forte anima europeista anche oltre la manica, concentrata perlopiù nel Partito Laburista e in quello Liberal-democratico, quest’ultimo attualmente al governo insieme ai conservatori.












