2012: i Maya avevano sbagliato solo il tipo di calamità, l’anno è veramente catastrofico
di Sergio Zuppiroli
Si è tanto parlato del temibile 2012 e, profezie a parte, l’anno catastrofico tanto annunciato non è al di sotto delle aspettative Maya. La ri-discesa in campo di Berlusconi. Un governo tecnico alla deriva che necessita di altri tecnici più tecnici di loro. La nuovissima alleanza Pd – Udc. Bozze di leggi europee che vogliono scavalcare i Parlamenti degli Stati Membri riguardo a finanziarie future. Consumi delle vendita in picchiata con diminuzioni addirittura nell’alimentare che non aveva mai segnato un valore negativo. Spread ancora abbondantemente sopra i 450 punti e tassi d’interesse mai stabili.
Sembrerebbe, quindi, che, terremoto a parte, il 2012 delle calamità da fine del mondo era relativo alla gestione politico-economica del mondo Occidentale. Partiamo però dall’inizio, con tutte le dovute precauzioni del caso perché, fin dalla prima notizia di oggi, la pressione inizierà ad alzarsi vertiginosamente. Si inizia, infatti, con Berlusconi e la sua proposta di scendere nuovamente in campo, ovviamente rettificata subito dopo, come è sempre stata sua usuale abitudine: “Potrei fare il ministro dell’economia, in un governo guidato da Angelino Alfano”. Il mix risulterebbe più o meno così quindi: un Governo guidato da un individuo senza quid, Berlusconi docet, che vuole battere l’innalzamento dello Spread, avendo però come Ministro dell’Economia uno che giustificava evasori fiscali asserendo che le imposte saranno troppo alte. In altre parole potrebbe uscir fuori una finanziaria anti-austerità per via della magnanimità del tanto comprensivo Ministro che chiuderà tutti gli occhi per favorire poveri imprenditori fin troppo tassati. Ci sarebbe però una soluzione, anzi, l’Europa ha già messo le mani avanti, forse inorridita dalla potenziale accoppiata pdlliana nelle prossime elezioni. Sulle scrivanie europee si è materializzato un documento di sette pagine contenente diverse proposte “interessanti” nel campo della condivisione economica, anzi forse è meglio parlare di alienamento statale comunitario. La bozza di legge che sarà discussa giovedì parla infatti di un potenziale controllo comune sui bilanci degli Stati, la necessità di ottenere l’approvazione preventiva dei piani di bilancio dai propri Partner, e in prospettiva anche condivisione dei debiti, grazie agli eurobond. Fin qua però, si tratterebbe solo di un’altra piccola percentuale di democrazia, economica in questo caso, regalata alla finanza, ops all’Europa. Quello che invece preoccupa ancora di più, sarebbe la possibilità, da parte dell’Europa, entità astratta e quasi onnipotente, di intervenire sui quei bilanci considerati non idonei alla sua politica monetaria, scavalcando in toto i Parlamenti degli Stati.
L’ultima news nostrana, invece, sempre nel clima degli orrori politici-economici più grandi di sempre, è riguardante una potenziale e distruttiva nuova alleanza. Bersani e Casini, rispettivamente segretari di Pd e Udc, hanno deciso di fare comunella per le prossime, virtuali per ora, elezioni. Non si riesce bene a capire cosa esca di positivo da quest’unione. Non si capisce chi salta in groppa all’altro per non affogare: chi è lo scorpione e chi la rana. L’unica cosa chiara è il finale: in un possibile futuro Governo certamente qualcuno pungerà l’altro e porterà alla fine prematura di entrambi, nonostante la salvezza sia stata a portata di mano, cioè rimanere ognuno a casa propria. Di luce in fondo al tunnel, ormai, non se ne vede da diverso tempo, forse, ora è giunto il momento di abituarsi al buio e di sperare che la sua entità non diventi sempre più nera, perché se è vero che non c’é mai fine al peggio, meglio porsi dei limiti in basso, piuttosto che utopici obiettivi in alto.












