Marocco: manifestazioni in Francia a causa delle scabrose abitudini reali
di Nora Sif Dine
Durante l’inaugurazione della nuova Grande Moschea, battezzata Mohammed VI, a Saint-Etienne in Francia, questo martedì sono sorte delle complicazioni di natura assai più profonde di quello che la situazione potrebbe suggerire. Manifestanti di origine nordafricana e la polizia francese si sono scontrati, risse, urla e botte hanno animato un pomeriggio che doveva essere propizio e un buon inizio per la nuova moschea. I manifestanti hanno inteso esprimere tutta la loro contrarietà al nome attribuito al luogo di culto “inaugurato” e costruito sul suolo francese.
Secondo i dissentori, battezzare la nuova moschea con il nome del re del Marocco è una palese mancanza di tatto, rispetto e un sinonimo di scarsa apertura mentale nei confronti di chi, in Francia, non è Marocchino ma musulmano; ma d’altronde è una abitudine e prerogativa della “real” famiglia del Marocco quella dell’auto-esaltazione, nonchè santificazione personale tramite la distrubuzione a destra e a manca del proprio nome -distribuissero sacchi di farina ai poveri sarebbe più sano e gradito direbbero i più schietti- ai luoghi di culto. Così accadeva qualche anno fa, quando la moschea di Casablanca prendeva il nome dell’allora sovrano Hassan II e il paese, costretto famiglia per famiglia a versare la propria quota per la costruzione anche a costo di indebitarsi, si rivoltava silenziosamente nelle calde dimore, non osando arrischiarsi in aperte dichiarazioni di dissenso, data la facile tirannia con la quale l’ex real dittatore s’apprestava a sopprimere chi troppo osava.
Parlando in termini psicologici, la fobia e il timore riverenziale nei confronti delle elites e dei poteri forti in Marocco, non è mai tramontato, e giacché la mela non cade mai troppo lontana dall’albero, possono cambiare i danzatori, ma il valzer è lo stesso. Le manifestazioni che hanno avuto luogo in Francia si sono concluse a suon di manette, che sono scattate per un assalitore nordafricano di un malcapitato poliziotto francese.












