La Woodstock del pontefice: una “One world family day” chiusa agli omosessuali e ai single
Durata di tre giorni, pace, musica e amore. Queste le analogie tra il festival tenuto a Bethel, città rurale nello Stato di New York e i tre giorni milanesi di “One world family day”, certo con alcune varianti non marginali, qualche goccia di sangue è stata sparsa dalla chiesa e l’amore è ritenuto tale solo tra donna e uomo.
Ieri sera l’incontro con le famiglie del mondo al parco Nord dell’Aeroporto Bresso di Milano, trasmesso in diretta mondiale e in onda per l’Italia, rigorosamente su Rai Uno, per il programma “Speciale a sua immagine”. La musica non è mancata (non si sono fatti mancare nemmeno i giocolieri), certo la musica è un po’ diversa, tendenzialmente più “aulica”, senza chitarre rock e il compagno inseparabile della filosofia hippy, qualche “speciale” sigaretta.
Una filosofia tutta familiare, quella del settimo incontro mondiale delle famiglie, tenutosi a Milano a partire dal 30 maggio con la chiusura di oggi, domenica 3 giugno.
Per questi tre no stop days la stima dei costi si aggira intorno ai 3 milioni di euro. La Giunta Moratti aveva parlato di uno stanziamento per un milione di euro ma come sempre, in qualunque cosa, in Italia, i costi lievitano ed ecco dunque che per questi tre giorni di “pace e amore, a loro libera interpretazione” la nuova Giunta Pisapia ha attestato con delibera gli interventi per circa 3,1 milioni di euro.
Pulizia, vigilanza, presidi: ma quante cose non si fanno per il sacro romano pontefice.
Il pontefice si occupa di famiglie, quelle degli altri, e non la sua, che dalle cronache, non sembra vivere uno dei periodi più felici.
Nella serata di ieri, il pontefice è sul palco con il segretario di stato della santa sede, Tarcisio Bertone. Anche se dietro la figura di Benedetto sedicesimo, scorrono nello schermo immagini di un cielo divino, il papa è tutt’altro che sereno, tanto che nemmeno gli urletti alla “vai papa” e le immagini alla Mulino Bianco riprese dalla dirette tv delle famiglie sorridenti con prole a seguito, riescono a nascondere la realtà del volto.
Benedetto sedicesimo elargisce risponde alle domande delle famiglie provenienti da tutto il mondo, dalla Grecia a New York, interrotti da intermezzi letti con commossa recitazione da visi puliti e aspiranti timorati di dio, di vecchi attori e starlette.
Parole oltre che su economia, politica, festività della domenica e terremoto, hanno riguardato anche amore, innamoramento e divorzio : “l’innamoramento è bello ma non è perpetuo”, “è bello il sentimento sull’amore ma deve essere purificato per unirsi a ragione e volontà”, “conta la volontà e la ragione”, “il divorzio è causato dall’egoismo”.
Sono parole che ricalcano la caratteristica per eccellenza del matrimonio canonico, l’indissolubilità ad ogni costo, invitando a rimanere sposati anche dove non c’è più amore e dunque libertà. Ecco perchè i figli sarebbero così importanti per la sacrosanctae romanae ecclesiae, perchè permettono di stare legati anche dove non c’è più amore? E’ un messaggio che invita ad accettare anche le ingiustizie di un matrimonio, a tollerare eventuali violenze subite dalle donne? E sarebbe magari egoismo il comportamento di una donna che decidesse di separarsi dal proprio carnefice? E’ un esempio estremo che rende bene l’idea di una chiesa che non si è mai conciliata con le dottrine moderniste.
L’uomo e la donna sono per la religione cattolica, uniti simbolicamente rispettivamente come il corpo di Cristo e la chiesa, l’uomo è capo della donna come Cristo è il capo della chiesa.
E anche la trasmissione di ieri sera risulterebbe aderire perfettamente a quest’idea come dimostra l’iter di presentazione delle famiglie; prima inizia a parlare il capofamiglia esponendo i componenti della sua “piccola società”, poi solo in seguito, parla la moglie, con in bella vista minimo tre quattro figli per ciascun nucleo.
Perchè famiglia è solo composta da uomo e donna, perchè famiglia è prole.
I tempi cambiano, ma la chiesa è immutabile. Negato lo status di famiglia alle coppie omosessuali, nessun accenno ad un altro tipo di famiglia, i single.
Solo una piccola apertura ai divorziati, è vero, dice il pontefice, non possono ricevere confessione, assoluzione ed eucarestia ma è possibile per loro un contatto con la chiesa cattolica.
Apertura dunque ai divorziati che si risposano e che possono generare nuova vita; secondo infatti il diritto canonico, l’uomo e la donna solo nel momento della procreazione, partecipano all’opera creazionale di dio.
La chiesa invita alla prolificazione pur sapendo che la popolazione mondiale si avvia al superamento di 7 miliardi di persone, scarseggiano risorse tra le quali acqua e combustibili fossili, la produzione petrolifera è sempre più in stato di congelamento.
Inoltre queste parole da chi provengono? Da una chiesa cattolica che tra presbiterato, episcopato, cardinali, e l’intero clero è emblema dello status single ma che esorta ad aumentare i figli per famiglia. C’è da puntualizzare che astrattamente essi non dovrebbero contribuire all’aumento della popolazione mondiale, ma a storia, basti pensare ai Borgia e a Bonifacio Ottavo, ci insegna di pontefici non papa, ma papà.
Ma tornando alle parole di Benedetto sedicesimo pronunciate ieri, qual è la chiesa di oggi?
E’ una chiesa che tenta di fare presa sulle anime, accanto a quella stessa chiesa istituzione gerarchica, autoritaria, “societas iuridice perfecta“ caratterizzata da rigide pratiche, riti da osservare, che a detta di Lutero, mortificano la spontaneità religiosa, quella spontaneità dei primi tempi dell’alba cristiana, nella quale scorreva ancora un’autentica linfa utopica, la speranza degli ultimi. La chiesa in realtà era tendente all’istituzionalizzazione sin dalla prima età apostolica ma lasciava ancora inizialmente spazio alla spontaneità delle genti cristiane; è dal 313 d.c, a partire dall’Editto di Costantino o di Milano, che diventa meramente potere temporale. L’impero romano aveva respinto il cristianesimo per il suo messaggio fortemente evangelico di speranza in contrasto con l’ideologia imperiale; il discorso della montagna di Gesù invocava: “Saranno beati i diseredati, coloro che hanno fame di sete e di giustizia, gli oppressi dal potere”. L’impero aveva reagito con le persecuzioni ma questo non aveva portato al raggiungimento di ottimi risultati, i martiri infatti incrementavano ancora di più la crescita dei fedeli.
L’unico modo che aveva l’Impero per fare salva la propria pelle era di accordarsi con la chiesa gerarchica, estromettendo una volta per tutte, la comunità dei fedeli. E così fu, l’Editto di Milano attribuì libertà giuridica ai cristiani e conferì alla chiesa la posizione di collegium licitum all’interno della sfera del diritto pubblico romano.
E da qui la storia che tutti conoscono, la storia di accordi e compromessi ma anche di aride lotte tra Impero e chiesa, come testimonia la lotte per le investiture, terminata con il Concordato di Worms. Ed ecco che inizia l’età più gerarchica della chiesa: l’età aurea del diritto canonico.
E poi la l’età della Controriforma in risposta alla riforma luterana con i decreti del Concilio di Trento (1545 -1563), il Concilio Vaticano primo e l’ultimo Concilio, il Concilio Vaticano secondo.
Proprio quest’ultimo si lega a questo ultimo ”one world family day”.
E’ la chiesa, che chiude alle coppie omosessuali e ai single ma che vuole cercare di tenere presente le realtà moderne, per non perdere le anime. La chiesa vuole mantenere ancora a lungo il suo potere in temporalibus. E non è forse il lato spirituale il migliore mezzo per ottenere questo?
Tra un ventennio, magari sarà possibile vedere un’apertura alla società lesbo, gay ed ai single, magari anche alle donne presbitere e papesse.
Il vaticano apre ai divorziati proprio in conseguenza del costante aumento dei divorzi in Italia e nel mondo e, dato che le voci della comunità lgbt diventano sempre più forti e le donne continuano con la loro legittima emancipazione, chi può escludere una maggior flessibilità in futuro da parte della Chiesa nei loro confronti?
Certo una flessibilità dovuta, ma forse solo questo è l’unico modo che ha per non perdere il suo potere finanziario?
Un dato è certo, molti poteri nel mondo sono pronti anche ad andare contro i propri dogmi.













