Pubblicato il: mar, mag 29th, 2012

Taglio dei parlamentari, Merkel in scacco e bimba contro le banche. Sicuri che il 2012 finirà male?

di Sergio Zuppiroli

Il famoso taglio dei Parlamentari

La politica attuale, ultimamente, ha perso qualche colpo. Sembra che siamo ormai lontani anni luce dal periodo dove il tutto era concesso e il limite di decenza era molto spesso inesistente. La politica italiana degli ultimi giorni ha attuato, inaspettatamente, qualche piccolo passo verso quello che, per noi tutti, è il rigor di logica dopo tutti i sacrifici chiesti ai contribuenti. Il piccolissimo passo, quindi, accade quando, al Senato, avviene il primo rilevante taglio dei parlamentari. Rilevante non per quanto riguarda la violenta diminuzione del numero in sé, perché cala solamente da 630 a 508 per i deputati e da 315 a 254 per i senatori, ma più che altro come segnale controtendenza da parte di una Casta che, fino a qualche giorno fa, sembrava non aver la benché minima intenzione di limitarsi. Non bisogna però illudersi troppo presto. Il Senato è il primo passo come noi tutti ben sappiamo. Abbiamo, di fatti, esempi lampanti di come, a guerra di emendamenti, singoli e gruppi siano arrivati ad appesantire, proprio ieri, tramite ben 600 emendamenti il ddl sulla riforma del mercato del lavoro, sì gli zeri sono proprio due e sono corretti.

Il taglio dei parlamentari deve portarci, però, a porci delle serie e precise domande. Il perché di questa votazione favorevole era, infatti, del tutto inaspettata. Una delle principali motivazioni potrebbe essere il vero e proprio grido contro la Casta che, tramite le ultime elezioni regionali, il popolo ha voluto recapitare votando in massa il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, addirittura vincitore in 4 comuni. Un’altra motivazione potrebbe celarsi dietro la paura, da parte dei grandi partiti, di un effetto Grecia, dove sono stati premiati i partiti estremisti. Le motivazioni sicuramente sono diverse, ma, in questa circostanza, non dobbiamo preoccuparcene, e questa è davvero una novità.

Il panorama internazionale, invece, in quest’ultima settimana non ci vede protagonisti di straordinarie gaffe e/o interventi imbarazzanti da parte di qualche nostro esponente. La figura pessima, infatti, è stata fatta dalla perfetta e impeccabile Angela Merkel che, presente a una lezione aperta in una scuola elementare, è chiamata a indicare su una cartina muta la sua città natale. Cercando, quindi, Amburgo, prova dapprima ad aiutarsi individuando, con scarsissimi risultati, Berlino; e infine è corretta da una maestra che le fa presente che il punto da lei “scelto”, dopo tanta fatica, non è né Berlino né Amburgo, bensì la Russia. D’oltre oceano arriva, inoltre, una bambina di 12 anni, Victoria Grant, che intervenendo ad un convegno bancario, si scaglia contro le stesse accusandole di truffare doppiamente i cittadini tramite tassi d’interesse alti etc. Inutile dire che la bambina è stata protagonista su praticamente tutti i social network, blogger americani arrivando infine a Financial Time e Huffington Post. La tristezza è duplice: da una parte, infatti, abbiamo la visione che perfino una dodicenne senza denti si sia accorta che il mondo corrotto delle banche ci sta avvelenando la vita. Dall’altra, forse ancor più becera, è che “abbiamo bisogno” di una bambina di dodici anni senza denti per far scalpore parlando di banche; quando qualsiasi normodotato sano di mente sarebbe in grado di svolgere quel semplicissimo ragionamento elementare e trarne le stesse conculsioni.

Momento d’imbarazzo generale quando
Angela Merkel confonde Mosca per Berlino

Di cosa realmente abbiamo bisogno? Di fenomeni dal corpo minuto che, affermando l’ovvio ci destabilizzino dalle nostre salde priorità giornaliere o da interviste a grandi pensatori come Briatore che ci fa sapere, “voterei per Montezemolo”, il quale non è candidato a nessuna lista civica né in lizza per nessun potere importante; snobbando invece Grillo che “nonostante le bombe scende in piazza senza paura di una prossima stagione stragista”. In un momento dove il Governo Tecnico più solido di sempre ha bisogno di q-u-a-t-t-r-o fiducie (flessibilità in entrata/in uscita, ammortizzatori sociali e formazione) per far passare il ddl sul lavoro e che affermava fino a poco tempo fa, tramite il Professorone, che “non tiro a campare come Andreotti”; e ora Andreotti è in prognosi riservata e lui incollato alla sedia. Ci stanno dando il contentino per tranquillizzarci e fare il loro gioco per altri venti o trent’anni oppure, finalmente, hanno capito che bisogna dare più ascolto alla voce del popolo e che siamo, volenti o nolenti, ancora, in una pseudo democrazia? La prossima votazione alla Camera sarà decisiva, infatti, siamo in un momento di stallo, dove da un lato c’è la rivolta popolare e dall’altra la presa coscienza di una volontà collettiva di appesantirsi di tutti i fardelli necessari, ma di andare comunque avanti.

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